sabato 11 ottobre 2008

La "vergogna" di leggere fotoromanzi

A Laura, che non scrive ma legge e ricorderà...

Era vergogna. Non si poteva dire in giro che leggevamo i fotoromanzi.
Certo, mica Bolero o Sogno. Noi miravamo in alto, guardavamo alla serie A, le Edizioni Lancio.

La mente corre subito a Franco Gasparri?

Ma esiste un di Franco Gasparri.
A me piaceva quello con la faccia da Clark Kent.
Bellino, ammodo, un po' "torso", da lui non ti saresti mai aspettata che ti facesse del male (e infatti era il Buono). E poi dava del "voi". Jean-Marie Carletto, insomma (Franco Dani - quello della copertina in alto -, l'ho sempre ignorato).

Mica come Kirk Morris (veneziano, ma noi credevamo che si chiamasse per davvero così).
E poi arrivò Max Delys, così tenebroso, imprescrutabile...
Max, altro francese, che morirà a 30 anni, nel 1981.

(Detto tra noi, portavano jella, i fotoromanzi: a parte il gravissimo incidente che occorse a Gasparri, costringendolo giovanissimo alla sedia a rotelle [e scomparso a soli 50 anni], ricordo - quando ancora li leggevamo, la morte di una giovanissima attrice, Erika).

E dunque, dicevo, era vergogna. Guai a spendere soldi per comprare un fotoromanzo. Ma noi avevamo un'amica che ce li passava (anzi, mi pare che li leggessimo a casa sua), Cristina C., e ci facevamo spanciate di dialoghi scritti corredate da corpi immobili come statue.

Dunque, l'onore era salvo.

Quanto alle donne, due proprio non le sopportavo: Michela Roc - la Catherine Deneuve del bianco e nero e l'altra, l'insopportabilmente algida, Paola Pitti (cfr. foto finale).

Le ragioni del mio risentimento era tutto nei suoi capelli.
Mai visti capelli così. Così lisci.
Un affronto per me che passavo le giornate a domare i miei - all'epoca riccissimi - facendomi la "ruota" e usando un rollo di carta igienica (senza la carta) sopra la testa...

E mi ricordo Claudia Rivelli (la buona) e la sorella Francesca, sempre nei ruoli da cattiva (prima di diventare Ornella Muti).

Ah, c'era anche Simona Pelei, che abitava nel mio quartiere e aveva la mia stessa età.


E taccio di quando prendemmo l'extraurbano blu in 4 per andare alla sede della Lancio, sulla Tiburtina...

Però era la nostra felice adolescenza.
Anzi, la nostra beata preadolescenza.


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Credits di ispirazione: un post di Silvia La Pihna, Eravamo 4 amici al bar
Credits foto (e informazioni sepolte nella mia memoria e rinvenute) : Monica e il suo sito non ufficiale delle edizioni Lancio

16 commenti:

isottanews ha detto...

Che ridere!
ero piccolissima quando questi fotoromanzi erano in circolazione.
Ricordo che un giorno la Zia Beppina, una vecchia zia di mio padre, aveva dato una pila di questi giornali a mia madre... Ci siamo sedute sull'erba dietro la casa (il rudere) di questa zia...E abbiamo sfogliato i fotoromanzi. Non sapevo leggere ovviamente, ma mi ricordo che guardavo le facce di questi uomini e donne in impermeabile che si guardavano intensamente e un po' di traverso. Pensavo : "ecco come sono i grandi!...abitano in città riempite di automobili, mettono impermeabili e si guardano di taverso ;o)"

Artemide_Diana ha detto...

:DDD

Tutta colpa di Pigmalione e della sua Galatea!

ventodamare ha detto...

Nel mio essere un lettore bulimico, da bambino ho letto anche i fotoromanzi delle mie zie tutte le volte che mi capitavano a tiro. Ero impressionato dalle espressioni che avevano gli attori nelle foto, sguardi intensi che volevano essere teatrali ma risultavano spesso solo ridicolmente accigliati.. ;-) ps=la mi preferita era Michela Roc ;-)

Artemide_Diana ha detto...

vento!!! Avrei giurato su Marina Coffa. :DDD

Un bacio

Anonimo ha detto...

Ciao! Grazie per il post ispirato al mio blog e per la citazione. Se vuoi farti un giro sul mio blog, da qualche parte c'è un post dedicato interamente ai fotoromanzi con tanto di foto di Massimo Ciavarro e Mal (misericordia!) Silvia

Artemide_Diana ha detto...

ora vengo a cercare.

Grazie a te, Silvia, per questo tardo sguardo pieno di tenerezza che mi hai permesso di posare su un passato così lontano e così dolce...

stelllare ha detto...

io me li ricordo benissimo!
avevamo due babysitter che li leggevano e mia madre si incazzava perchè non voleva assolutamente che girassero in casa quegli stupidi giornali...
Ma noi (il gruppo fa la forza)strappavamo le ultime pagine perchè sapevamo che erano importanti per le nostre tate...(ne abbiamo cambiate a centinaia,nessuna ha mai resistito per più di tre mesi)
Mia madre era una di quelle che con pseudonomi sempre diversi scriveva piccoli racconti a puntate su "intimità" e "confidenze" per pagarsi libri e università....(5000lire a racconto)
he he he!!!

Artemide_Diana ha detto...

Stella: ho letto pure quelli. In simultanea con Cronin. Suppergiù la stessa cosa.

:)))

stelllare ha detto...

ahahahhahahahahahhahah! grande!

Bartleboom ha detto...

Mia nonna teneva in casa "Grand Hotel", e io ogni tanto, da piccolo davo una sbirciata. Vale lo stesso?

Artemide_Diana ha detto...

...la mia mamma leggeva "Grand Hotel" con la copertina verde chiara. Poi non lo comprò più. Non avevamo abbastanza soldi, in casa.

Vale lo stesso, Paolo.

Artemide_Diana ha detto...

E mia nonna materna: Bolero. La nonna aveva 19 anni più della mia mamma. Se n'è andata via troppo presto... Era la fanciulla più spensierata che abbia conosciuto. Anche se al primo posto della classifica delle persone meravigliose c'è sempre LA MIA MAMMA.

Anche un post leggero così mi riporta agli affetti che contano.

Artemide_Diana ha detto...

Un'amica che non tiene a scrivere qui, mi ha inviato mail in cui mi dice che anche lei leggeva i fotoromanzi "di nascosto", nonostante i "divieti" della madre, grazie "alle collezioni intere" della zia.
E si rammenta che le compagne di scuola si dividevano in due fronti compatti: da una parte quelle pro-Franco Dani e dall'altra quelle pro-Franco Gasparri.
Fuori dal coro, lei parteggiava per Paul Newman.

marella ha detto...

Che bei ricordi! In casa di mia nonna girava Grand Hotel e mi ricordo che lo "bevevo" dalla prima all'ultima pagina con particolare attenzione al fotoromanzo che, se ben ricordo, era alla fine. Quando poi andavo dalla parrucchiera per la tinta (allora avevo capelli lungherrimi e non usava dare l'appuntamento) passavo ore ed ore a sfogliare tutti i fotoromazi che c'erano nel negozio.
Che bel ricordo, grazie Pfanny!

Artemide_Diana ha detto...

Un piacere tutto mio, Marè.

Artemide_Diana ha detto...

Ho ricevuto posta mailica da Monica, la creatrice del sito sui fotoromanzi, citata nei credits.

Sta scrivendo un libro sull'argomento. Non posso che augurarle un immenso IN BOCCA AL LUPO, Monica!