domenica 5 luglio 2009

Alfieriana, ma ancora per poco....

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Incatenata al pc, ho finito ora da stamattina che sto qua.
E allora vorrei avere almeno il Ballo di San Vito per riacquistare un segno di vita da gambe e piedi.
A mo' beneaugurante, metto questo video:

mercoledì 1 luglio 2009

Se non è destino questo...

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la foto è prelevata dal sitophotobucket ed è di leopardorosa

Non racconterò la serata dall'autore tradotto, bensì la storia che lui e la sua compagna mi hanno raccontato.
Io lo avevo lasciato (la sola volta che l'avevo incontrato) ch'era sposato con un'altra donna.
Lo ritrovo ieri con una bionda gentile, occhi azzurri, fisico non trascendentale, una vera parisienne.
Beh, ho pensato: divorziato, risposato.
Durante la cena e dopo tre coppe di crémant, ho chiesto come si erano conosciuti.
Ecco la storia in sintesi:

1971. Lui è un ventiquattrenne, insegna come professore di inglese in un liceo. Lei, Carole, è una sua studentessa. Lui pensa che lei lo detesti, perché ride sempre quando lui passa davanti e gli sembra per niente interessata alle lezioni. Lei ne è innamorata e gli lascia biglietti anonimi e battuti a macchina contenenti stralci di poesie d'amore nel cassetto di prof. Lui annuncia che sta per sposarsi e parte per il viaggio di nozze. Lei lascia la scuola e si trasferisce in un'altra.

1991. Lui vuole festeggiare i vent'anni di matrimonio invitando quegli studenti che condivisero il momento vent'anni prima. Giro di telefonate.
- E Carole?
- Carole, professore, vive a New York da quasi 20 anni, è sposata e ha un figlio.
- Ah.
Passano altri anni.

2000. Lui incontra una delle sue ex studentesse. Convenevoli. Ricordi.
- E Carole?
- Sempre negli States, professore. Però di tanto in tanto torna a Parigi a trovare i suoi.
- Ah, se la vedi, dille che mi piacerebbe rincontrarla.

2004. Lui rincontra quella stessa studentessa per caso, per strada.
- Prof, lo sa che Carole è a Parigi?
- Ah, dille di chiamarmi.
Carole manda un'e-mail
Il prof risponde con una domanda:
- Eri tu quella dei biglietti d'amore?
S'incontrano l'indomani per un caffè.
E poi l'indomani dell'indomani e l'indomani ancora.

2006. Vanno a vivere insieme.

E sì, la domanda ce l'avevo, ho dovuto trovare le parole giuste per porla:
- Scusate, ma... i rispettivi coniugi?
- Eravamo vedovi tutti e due.
- Ah.

Vi pare che non abbia trovato le parole giuste? E come dovevo farla, la domanda?

Nella grande casa sulla Senna, abbiamo cenato al rez-de-chaussée, sulla terrazza che dà sul verde e sulla Senna, attorniati da piante e fiori. Lei occupa il primo piano (camera da letto, bagno, studio, etc.); lui occupa il secondo piano (idem). Per non far rumore (detestano i rumori, non alzano mai la voce), non si chiamano da un piano all'altro: si telefonano, si inviano mail.
E si ritrovano al pianoterra per i pasti, una chiacchiera, per uscire, un aperitivo, un caffè insieme.
Il resto del tempo scrivono o leggono.

Lasciatemelo dire:


HANNO CAPITO TUTTO DELLA VITA DI COPPIA.

domenica 28 giugno 2009

Sergej Vasil'evič Rachmaninov

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Dite quello che vi pare, ma Rachmaninov è uno che ti sconvolge.

venerdì 26 giugno 2009

Piego di libri: spedire un libro, perché pagare di più?

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Prendo lo spunto da una lunghissima discussione apertasi nel sito di anobii.com: esistono ancora persone in Italia (ma anche in Francia, eh!) che non sanno esistere la tariffa detta piego di libri. Il guaio è che spessissimo non la conoscono nemmeno gli addetti ai lavori, vale a dire gli impiegati postali addetti allo sportello.

Spiego. Vi è mai capitato di spedire un libro? A me tantissime volte.
Ora esiste da tempo una tariffa che è destinata ai singoli cittadini (non occorre essere editori), quella del piego di libri. Codesta tariffa prevede quanto segue:

Se il libro da spedire pesa meno di 2 kg, la tariffa è di 1€28
Se supera tale peso, ma non supera comunque i 5 kg, arriva a 3€96.

Se siete editori, costa di meno. E se non ci credete, cliccate qui.
Di seguito, do la spiegazione dettagliata della guida ebay.

Se non vi credono (alla posta), chiedete che vadano a cercare tramite digitatura elettronica (ormai hanno tutti una specie di computerino davanti a loro) l'espressione "piego di libri".

Ci sono però incongruenze che a livello di massificazione e uniformizzazione europea non capisco.

1. In Italia il piego di libri è a uso interno (cioè, se spedisci all'estero, valgono le tariffe usuali)
2. In Francia il piego di libri è a uso esterno (cioè, se il libro lo spedisci in Italia e pesa 400 g, paghi 1€28; lo stesso libro spedito a 3 km da casa tua - dico per dire - costa 3€94).

Mah.

giovedì 25 giugno 2009

Farrah se ne va, anzi se n'è andata

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Me la ricordo bene.
Non in Strega per amore, bensì nella serie delle Charlie's Angels.
A me piaceva di più Jaclyn (scritto così!) Smith, forse perché Farrah era inarrivabile.

Farrah, Kate, Jaclyn
Senza lifting


... e con il lifting


Con quei capelli dal colore e foggia impossibili (se non sbaglio per un periodo fece la pubblicità di uno shampoo).

E poi mi ricordava un poco Jane Fonda che non ho mai amato, con quella storia del fitness (anche Farrah?!?).
Però bella la storia con Ryan, che prima di diventare un panzone era un uomo fin troppo bello.

Ecco, c'era tutto questo "troppo".
"Troppo" è anche morire a soli 62 anni.


mercoledì 24 giugno 2009

La traduttrice incontra l'autore che ha tradotto

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La traduttrice incontra l'autore che ha tradotto

Cioè io, me, proprio in persona personalmente.
Non è la prima volta, ma mi era capitato sempre con donne. Invece, prossimamente, incontrerò il mio autore, il mio primo-autore-uomo-tradotto-vivente, insomma quello che propongo da un bel po' di tempo.

Una sua novella, la pubblicai facilmente per Linea d'ombra (rara rivista che paga - o perlomeno, pagava), quasi dieci anni fa. La seconda novella, che amavo di più, ha conosciuto invece una storia bislacca: ha stazionato sulla scrivania di varie "addette" alla pubblicazione in riviste virtuali e cartacee.
L'ultima volta, per due anni, pazientemente chiedevo rilanciavo e attendevo mentre mi veniva detto - di sei mesi in sei mesi - Nel prossimo numero, uscirà nel prossimo numero...

Col tempo, avevo poi dimenticato novella e traduzione: un file perduto in mezzo ad altre centinaia di file del mio pc.

Giorni fa ho rimesso in ordine la mia libreria. Scivola a terra un foglio: è l'autorizzazione dell'editore a far pubblicare QUELLA traduzione senza pagarne i diritti.
Se penso a quanto m'ero battuta, per ottenerli! (Credo sappiate che i diritti di traduzione si pagano).
E allora, a un tratto, mi dico: E no, stavolta la novella dev'essere pubblicata! Mentalmente ho anche aggiunto un'espressione poco raffinata, capirete quale.

Sicché ho scritto a un'amica (non mi piace chiedere e in genere non chiedo mai per me stessa, ma stavolta ero determinata).
L'amica mi dà alcuni indirizzi. Sono una corretta: mando una proposta per volta. Poi quando vedo che non mi viene risposto, mi dico che è ora di farla finita di essere troppo corretta.
Mando a un'altra rivista. Qui, una responsabile mi risponde subito: le piace, la pubblica.
Però vuole anche l'autorizzazione dell'autore.

Sicché Jacqueline torna alla carica.
Ri-contatta l'autore sperando che non la mandi all'inferno (troppe volte gli ho millantato la pubblicazione di QUESTA novella).
E invece l'autore spedisce il consenso e l'invita a cena.

E ora lo incontrerò. Si parlerà di tutt'altro, attorno alla tavola, con la sua coniuge.
Eppure, c'è
un'intimità strana che nulla a che fare con il sesso: il fatto è che quando una (la sottoscritta) perde le ore a cercare le parole giuste per restituire l'altrui testo letterario, deve per forza cercare di penetrare l'autore e con ciò stesso la persona.

Naturalmente parleremo d'altro mentre penserò ad aggettivi, avverbi, virgole, sinonimi e verbi.
Parole pensate.
Le sue, le mie.


P.S. Dimenticavo. Il mio autore, oltre all'autore, fa il traduttore.

* * *

domenica 21 giugno 2009

Il gioco delle parti: se io e lui fossimo un fumetto

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Eccoci qui, tutti e tre

Io e lui recitiamo da anni un canovaccio, la cui trama di fondo si basa sui nostri cervellotici battibecchi di fronte agli amici.
Fondamentalmente, il soggetto ruota sempre attorno alla mia gelosia (nonché atteggiamenti di prevaricazione) e alla sua distrazione (nonché inattendibilità nel raccontare i fatti).

È un gioco che ci diverte recitare.
Succede che alle volte si debba spiegare che è un gioco.

Certo è che mio marito ed io non potremmo mai essere Dagoberto & Blondie (cioè, lui Dagoberto sì; io Blondie proprio no).


Semmai Paquita e Pedrito el Drito (solo che lui non è un - né fa il - "dritto").



Oppure (vista l'età che avanza) Arcibaldo e Petronilla (ma quanto sono antipatici, però).



Siamo stati anche Carmencita e il Caballero, ma non ricordo più se chiusi il gas (quando andai via con lui). Ommioddio!



martedì 16 giugno 2009

Ricette con foto di: confettura albicocca, torta al cacao

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Sabato ho fatto la prima (spero non ultima) confettura della mia vita.

Ricetta confettura di albicocche

Avevo 1k scarso (noccioli compresi) di albicocche mature ma non maturissime. Ho preso 750 g di zucchero semolato (lo zucchero normale, insomma) e un pochino d'acqua. Avevo 3 vasetti di vetro con tappo di quelli Bonne maman (come si evidenzia dalle foto).
Se avessi avuto una bustina di fruttapec (nella sua versione francese), l'avrei usata (riduce i tempi di cottura: da 1h a 3 minuti), ma poiché non l'avevo...

Procedimento:

lavato, asciugato e tagliuzzato le albicocche (lasciando loro la buccia).


In una casseruola messo 750 g di zucchero (meno se non si ama la marmellata troppo dolce) e sopra le albicocche a tocchetti non troppo grossi.


Messo a cuocere aggiungendo un po' di acqua (ma poca) per non fare attaccare. Io ho la piastra a induzione (più potente del gas) e l'ho messa a vol. 6-7.

Continuando a girare di tanto in tanto, dopo un'ora e un quarto ho spento il gas. Nei limiti del possibile, la schiuma bianca che mano a mano si forma VA TOLTA.

Versando immediatamente albicocche e sugo di cottura nei barattoli di vetro ricolmi, ho chiuso gli stessi e rovesciati (per far uscire l'aria, per sterilizzare il contenuto, per metterlo al riparo da muffe).


Sono rimasti così finché i barattolini non sono diventati freddi.


Rimessi nella posizione normale, ho preferito metterli in frigo.

* * *
Ricetta torta di cacao con ingrediente segreto (che ora non sarà più tale)

Ingredienti:
100 g farina
50 g cacao amaro
180 g zucchero
3 uova intere
1 dl di latte (100ml)
1 vasetto di yogurt - l'ingrediente segreto -
1 bustina vanillina
1/2 bustina lievito
180° forno preriscaldato
40 minuti di cottura


Procedimento:
Con uno sbattitore elettrico (a mano, se non ne avete), mescolare uova con zucchero, sbattere tutto fino a crema spumosa, aggiungere latte + yogurt e sbattere. Poi cacao, farina bianca, vanillina e per ultimo il lievito. Lo yogurt andrebbe bianco, ma io avevo ciliegia e ho messo quello.
Versare tutto nello stampo precedentemente imburrato e infarinato (diametro max: 22 cm; se 20, la torta viene più alta). Lo yogurt conferisce un carattere soffice che in genere le torte al cacao (proprio per la presenza del cacao) non hanno.
Optional: zucchero a velo, decorazioni in zucchero (tipo roselline, foglie).
Per fare la griglia, ho preso un foglio di carta resistente e fatto un po' di striscioline.




domenica 14 giugno 2009

LA WOODSTOCK non è un'americanata. Idee-regalo.

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Idee originali e naturali per i vostri regalini



Pubblicità progresso


C'era una volta una ragazza milanese detta la Woodstok, per via della somiglianza con il celebre uccelletto di Peanuts.
Mi pare che quella volta lì io fossi Snoopy.

Questa ragazza che è un genio soprattutto quando si tratta di usar le mani, sceglie il nome del suo sito commerciale e lo chiama La Woodstock (se clicchi sul nome, puoi rendertene conto anche tu) e peggiora le cose, scrivendo tutto in inglese.

E gli italiani, allora?

Ah, è una che vende, direte voi. Beh, è una che prima ancora

concepisce
inventa
esperimenta
costruisce
fabbrica

e poi - solo poi - mette in vendita i suoi manufatti in un circuito perloppiù frequentato da americani.

Ed è un peccato, ché - conoscendola bene come la conosco io - i suoi lavori sono perfetti.
E unici al mondo. E vogliamo dirlo, ma sì: nemmeno cari, il giusto prezzo (grosso modo, 25 $ USD = 18€).
Perché gli italiani non potrebbero fruirne?
E allora mi faccio da tramite, suggerisco.

Questi sono solo alcuni esempi di creazione di La Wood. Le foto sono tratte dal suo album web (clicca qui) e transitano da queste parti per gentile concessione.

Gli animaletti
(per compagnia, per i bimbi, per tutto quel che ti suscita)

1. Grenouille verte à sac rouge

2. Grenouille en bikini blanc

3. Les poussins si mignons

4. La petite abeille

I pasticcini (per non perdere più il cellulare o le chiavi di casa in fondo alla borsa!)

così
o così

I sassi (come fermacarte, da guardare... ma anche da gettare contro qualcuno).
I sassi vengono venduti e consegnati brevi manu solo nella zona di Milano.


Le chat indécis

I copri-telefonini

mimetic

Insomma, questa donna - LaWood - è un genio.

Macchia, il cane di pezza

Se volete vedere o sapere di più, cliccate qui.



Quando l'impensabile diventa realtà

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No, ma ditemi voi se il sito che sto per presentarvi non è eccezionale.

Vuoi in versione spray il profumo di pagine appena stampate?

Vorresti ritrovare anelli e orologi che la gente smarrisce in spiaggia?

Desideri che il tuo divano si trasformi in biliardo?

È semplice! Vai su Gadgetblog

(Giuro)

sabato 13 giugno 2009

Una delle domande ricorrenti

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È una delle domande che mi pongo di tanto in tanto.
All'improvviso, mi fermo e penso:



Per Chatwin forse era solo una questione geografica.
Per me, è esistenziale.


Però, poi riprendo a fare quel che facevo.
E non cerco nemmeno di rispondere alla domanda.

BORIS VIAN. E a Saint-Cloud le stelle NON stanno a guardare...

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non è la giusta locandina, mais bon.

Oggi e domani, due giorni di concerti nell'appena creato Festival Jazz à Vian.

Sì, sì, quel Boris Vian che i più (o anche i meno) conoscono come scrittore irriverente degli anni Cinquanta. O come l'autore della canzone (e interprete) più volte censurata, Le Déserteur [1] (con molti altri interpreti come Serge Gainsbourg - di cui non ho trovato video -, Renaud - riscritta in parte, bellissima - e prima di loro, a mio avviso il migliore: Serge Reggiani); canzone famosa in Italia col titolo Egregio Presidente. Ma famosa anche negli States: metto qui la versione francese di Joan Baez.


(versione Ivano Fossati)

Ma divago. Dicevo: concerto jazz dedicato a Boris Vian, che da giovane leggevo quasi di nascosto.

Questo ragazzone che muore giovane assistendo alla prima del suo film e che faceva 350.000 cose insieme: scrittore, traduttore (di se stesso, ma questa è una storia divertente che racconterò un'altra volta), trombettista, autore di canzoni (una al giorno a partire da un certo giorno), ingegnere, inventore, quest'uomo - dicevo - è uno che la vita l'ha consumata dalle due parti della candela, come il replicante di Blade Runner.

Eh sì: con Sartre

P.S. Dimenticavo! C'è chi dice che è nato a Parigi. No, era nato a Ville d'Avray, 1 km da Saint-Cloud, da qui, insomma.
___________
[1] Per le canzoni e i loro testi, rimando a questo simpatico sito (clicca qui). Per Vian in generale, qui.

Anche Parigi avrà la sua Cinecittà

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Così titolava ieri il giornalino 20 secondes. Ora stiamo tutti più sereni.

Luc Besson si è stancato di non avere studios abbastanza grandi per girare i suoi film in Francia e di dovere pertanto "espatriare" e spendere il suo budget altrove.

Sicché il regista parigino (di lui, ricorderete Giovanna D'Arco e soprattutto Il Quinto elemento, ma anche Léon e - per chi ha un'età - Le Grand Bleu, 1988), ha comcepito di impiantare nella regione parigina una Cinecittà transalpina degna di Hollywood.

Dove? Nel dipartimento Seine-Saint-Denis (a nord della capitale), dove sta lo Stade de France, per intenderci. Dipartimento tribolato che potrebbe vedere un riscatto sociale (o forse solo economico?) nell'edificazione della futura Cité du Cinéma.
Il luogo da recuperare è un'ex centrale termonucleare. Costo: 160 milioni di euro.
Tra i proprietari, Luc Besson, chiaramente, il quale si impegna a girarvi il primo film (1).

* * *
Domanda mia: ma gli studios di Boulogne-Billancourt?

Quelli in cui furono girati, ad esempio: Le Diable au corps (1947) di Claude Autant-Lara, Les Belles de nuit (1952) di René Clair o anche Le Jour le plus long (1962) di Darryl F. Zanuck...?

____________________
(1) L'articolo che ho parzialmente parafrasato e tradotto è reperibile qui (in v.o.).

giovedì 11 giugno 2009

Firenze 15-23 giugno 2009 Festival internazionale di poesia. Settima edizione

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Biblioteca delle Oblate
(clicca qui per visitare il sito)

Via dell'Oriuolo 26 50122 Firenze
telefono + 39 055 261 6512 fax + 39 055 261 6519
email bibliotecadelleoblate@comune.fi.it


Voci lontane, Voci sorelle

15-23 Giugno 2009
Festival internazionale di poesia
7a edizione / in collaborazione con Laboratorio - Nuova Buonarroti

letture di poesia, incontri con i poeti, presentazioni di libri,
confronti sulla situazione della poesia italiana e internazionale
con la partecipazione di importanti poeti italiani e stranieri.... la
manifestazione si concluderà con una notte bianca dedicata alla poesia!


Colgo l'occasione per fare (e farmi) un po' di pubblicità.

Ci sarò anch'io (non fisicamente), in veste di traduttrice: saranno lette poesie croate di Vesna Parun (la versione italiana è quella da me approntata).

Lettore e propositore delle poesie croate è Pavel Car [1].

La serata poetica in cui verranno lette le poesie di Vesna Parun si terrà il 23 giugno 2009.

____________
[1] Pavel Car è nato a Zagabria il 18.05.1988. Italo-croato, è laureando in Scienze Economiche presso la Facoltà di Firenze.

Ne approfitto per segnalare questo libro:

Via lattea. Antologia della poesia femminile croata contemporanea, a cura di Marina Gatti Lipovac (testo a fronte in italiano), Trieste, Edizioni Lint, 2004.



mercoledì 10 giugno 2009

Mi dicono che sono maman poule...

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Mi dicono che sono maman poule.
Sarà vero?

[La foto è di Nguyen Duc Hien (Ha Noi)]

Traduttore Translater Traducteur

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Finalmente l'ho messo anch'io.

Dopo averlo trovato nel blog di Bartleboom, nonostante i molteplici errori (traduce parola per parola e spesso non traduce affatto), ritengo sia un mezzo utile per chi si avvicini a un blog italiano senza conoscerne la lingua.

Il traduttore, gentilmente fornito dalla blogger Battito d'ali, ne prevede 18.

Penso che possano bastare.

domenica 7 giugno 2009

Cucina compulsiva

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Fuori dalla mia finestra clodoaldienne


Oggi c'ho il post compulsivo e la cucina compulsiva.

Eh sì, segno che ri-sto a stecchetto col cibo (non a dieta, però).

Rientrata dal seggio, mi son messa in cucina. Volevo fare qualcosa di sfizioso.
Ecco che ne è uscito:

1. Aiguillettes de canard con menta, rucola, cetrioli e lamponi (buonissimissimo il tutto)


2. Funghi al forno con goccia di peperoncino sul prezzemolo


3. Torta sbrisolona con pinoli (ottima, venuta per sbaglio, volevo ri-fare questa. In che cosa abbia sbagliato, non so. Comunque, una volta accortami dell'errore, ho limitato il cacao). Buonissima!



4. Ricotta e gocce di cioccolato su pasta sfoglia (Niente di che: buona la farcia, ma la pasta sfoglia ci azzecca poco).


E stasera quiche che non sarà lorraine, perché ho finito la pancetta affumicata. Utilizzando in sua vece rondelle di salame, sarà una quiche... clodoaldienne (cioè di Saint-Cloud)

Votare per il Parlamento europeo, qui, in Francia

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Io ho scelto di votare per i candidati francesi. Perché? Perché vivo qui e perché conosco meglio (è tutto dire, certo) questi, di candidati, rispetto a quelli - italiani - tra i quali avrei dovuto scegliere recandomi al seggio di Issy-les-Moulineaux (in linea d'aria, quello più vicino a Saint-Cloud).

Dunque, giusto per mettere addentro i lettori italiani, spiego come funziona qui.

Una settimana prima del voto arriva un pacchetto incellophanato (grandezza tipo Reader's digest, per chi ha memoria) destinatomi nominativamente. Non come pubblicità anonima.

Che cosa contiene suddetto plico?
Foglietti pubblicitari coi programmi (con le promesse) dei partiti + nomi dei candidati.

Andando in direzione del mio seggio

Me li son letti tutti, poi stamattina sono andata al mio seggio. Ho preso il foglietto del partito che intendevo votare, nella pseudocabina blu ho dato la mia preferenza, firmato la mia presenza nel registro e fatto scivolare la bustina beige contenente il mio voto.

Eccolo

Mi è stato chiesto se volevo assistere stasera alle otto allo sfoglio (no, grazie, ho già dato).

Alle nove di stasera avrei visto di essere stata l'unica a dare il voto a quel partito lì (ma sì, lo dico quale), a Saint-Cloud.

P.S. E invece pare che siamo stati ben 24 a votarla, quella lista! Cfr. qui risultati finali Saint-Cloud. Nonostante sia uno dei cittadini più autorevoli, M. Le Pen non ha vinto (ma poco ci manca): la sua lista riporta il 3,84 %. Lui ha formalmente protestato contro la diffusione di un documentario, Home, su France2, a suo dire a suo nocumento. La figlia Marine è riconfermata parlamentare europea con ben oltre il 10% nel Sud-Ovest.

Un aficionado mi ha abbandonato...

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Da 11 che seguivano il mio blog sono scesi a 10.
Perché, sorte avversa, dimmi: perché?

Mi vien da cantare sommessamente Brel...

(dal sito www.blogmamma.it)

sabato 6 giugno 2009

D-Day: 6 giugno 1944. Sbarco in Normandia. Per non dimenticare

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Oggi Caen riceve Obama.
Oggi si ricorda lo sbarco di Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944.
Oggi è la commemorazione del D-Day.



Quando si pensa alla Normandia, vien fatto di pensare alle spiaggie balneari, alle scogliere di Etretat, alle mucche coi campi di meli, al formaggio buono, ai pittori impressionisti normanni come lo era Monet.

Ma, se andate in Normandia, non passeranno inosservati ai vostri occhi i cimiteri tedeschi e americani. Ce ne sono tanti perché tanti sono i morti.
Metto qui il mio contributo.

Non sono filoamericana, ma non riesco a non pensare a tutti quei ragazzi, molti con famiglia, che lasciarono qui le loro speranze di vita futura.

Metto qui (e qui la versione italiana) l'eccezionale prova di Tom Hanks, alias il capt. Miller, in Salvate il soldato Ryan [minuti: 7'04-7'11]:



Mèritalo, James (James, earn this. Earn it).


Quando penso a queste parole, quando vedo questo filmato, quando rivedo quelli veri, mi sento indegna.

Metto qui le foto del cimitero americano di Bayeux (non lontano da Caen).
Tanto, son tutti tristemente uguali.

photo by Js
(La foto è volutamente sfocata)



Che io dovessi andare a vedere Eric Cantona al cinema...

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Ken Loach e Eric Cantona
durante le riprese del film
Looking for Eric

... mai e poi mai l'avrei creduto.
Ancora una settimana fa, sorbendomi il trailer, pensavo: Tutto loro, ah no, io proprio non me lo vado a vedere.

Ma si sa com'è pieghevole la natura umana.
Come una sdraio.
Complice il fatto che Ken Loach non mi ha mai delusa (è uno dei miei registi preferiti) e che sì, insomma... a Caen o vedevo questo o vedevo robaccia tipo Quelque chose à te dire... avevo anche la riduzione... vabbè, sono andata a vedere questo benedetto Looking for Eric.

Per chi fosse poco avvezzo alle cronache footballistiche, Eric Cantona si può narrativamente riassumere qui (il pezzo è lunghissimo, ma anche illuminante).

L'Eric del Lookin for è quello a sinistra,
interpretato da Steve Evets (bravissimo)


Il film è carino, Canto(na) ha un ruolo strategico (d'altronde il soggetto è suo - per quanto ampiamente rimaneggiato dallo sceneggiatore di Ken Loach). L'Inghilterra che il regista britannico ci mostra è sempre una terra sconosciuta ai più.
No, la storia non la racconto.

Canto, soprannominato King Eric
(ci crede oh come ci crede)


E comunque: Quand les mouettes suivent un chalutier c'est qu'elles pensent qu'on va leur jeter des sardines (frase storica del filosofo calciatore).

Ispirata dal film, non appena rientrata a casa, ho rimesso le scarpe da ginnastica, un paio di
fuseaux e sono uscita di casa per fare un po' di corsetta.
10 minuti dopo ero morta.

Una ventata di soffice ironia: Fabio Concato con la sua Oh bella Bionda

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Perché ogni tanto ci vuole.
E poi è il mio modo di ribadire il buon compleanno al caro Fabio... avvenuto il 31 maggio.

(E poi ho anche imparato che esiste una parola come "invornito")

Uffa quelli che scrivono sopra i video...


venerdì 5 giugno 2009

In fondo a un quadro: carramba che sorpresa!

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Ci sono oggetti che acquisto ogni anno, una volta all'anno (in genere perché li perdo o li rompo). Uno di questi è la lente di ingrandimento.

Con la lente di ingradimento faccio una delle cose che amo di più: guardare nei dettagli un quadro riprodotto su libro.

Quando vado in un museo non posso vedere bene, per una serie di motivi: 1. il quadro è posto troppo in alto; 2. ha le luci che falsano la visione; 3. non mi posso avvicinare più di tanto altrimenti tutto suona; 4. non ho gli occhiali giusti con me.



Librairie du Calvados, Caen, rue Saint-Pierre by JS
(cliccaci sopra)

Invece, sul libro - quello bello bello - posso farlo. Ieri, poi, entrando in una libreria di Caen (quella della foto qui sopra), ne ho trovato uno che parla proprio di questo, cioè degli sfondi dei dipinti. Perché ci trovi tutto un mondo dentro, sai? Che poi è un mondo "altro", un mondo ignorato dall'altra parte (la zona centrale del quadro) che ignora (ma solo perché non lo conosce, perché è troppo lontano; non per snobismo) a sua volta.

Il libro in questione si legge in un attimo: Au fond de la peinture di Martine Lacas, la quale mi ha fatto scoprire per esempio Joachim Patinir (pittore interessantissimo per gli sfondi) e il suo San Gerolamo nel deserto:


Joachim Patinir, San Gerolamo nel deserto (1515-1520), Louvre

Sfido chiunque a individuare il soggetto in fondo, in alto a destra, senza lente di ingrandimento.

C'è tutta una storia che Patinir racconta.
Quella del santo in primo piano in basso a destra - in confronto - è ben poca cosa.

_______________

(Vabbè, se cliccate sul quadro, qualcosa si intravvede)


lunedì 1 giugno 2009

Per chi non riusciva a vederlo su facebook

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Pandemonium. L'ultimo movie di mio figlio, il tarantiniano.
Autore di regia, sceneggiatura, montaggio.
Ultima voce al telefono (qua e là, in lontananza, si vede anche come personaggio - vittima e aggressore).

domenica 31 maggio 2009

Nemico, Amico, Amante... di Alice Munro

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E pensare che, a causa del battage pubblicitario e adorante nei confronti della anziana canadese, non lo volevo leggere.

Ho affrontato dunque la lettura di contropelo, ruvidamente, non concedendo/le/mi nessun vantaggio. Tutto in salita.

E se durante la lettura di uno dei racconti mi accorgevo che mi piaceva, poi - arrivando al suo epilogo - mi chiedevo che cosa ci avessi trovato, mentre passavo prontamente a un altro.

E' solo con Fiona e Grant, Marion e Aubrey - in quelle che sono le false (sconvolte, rovesciate) Affinità Elettive canadesi -, vale a dire leggendo The Bear came over the Mountain, che mi sono arresa.

Nell'ultimo racconto.


Alice Munro


venerdì 29 maggio 2009

Pettegolezzo (artistico): Jo, James e Gustave

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La modella Jo (1843 ca. - 1903)

Jo (by Whistler)


Premesso che
Courbet m'è profondamente antipatico

Courbet (autoritratto)

e che

Mc Abbott Whistler non mi è simpatico,

Whistler (autoritratto)

la Hiffernan, insomma Joanna, Jo - la bella Irlandese -

(Jo by Whistler)

che ci avrà trovato nei due?

E soprattutto perché avrà abbandonato
James per Gustave, conosciuto a Trouville?


(Jo e James by Whistler)

L'ha pure imbruttita, sulla tela.

La belle Irlandaise (by Courbet)


(Per motivi tricologici, non ritengo che sia suo il "sesso" de L'origine del mondo di Courbet)

Jo (by Whistler)

E poi che fine avrà fatto? Lei, dico. Circolano voci discordanti.


martedì 26 maggio 2009

Il calvario di Alain de Monéys raccontato da Jean Teulé

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Quando viaggio in metropolitana o nel trenino che mi porta da Saint-Cloud a Saint-Lazare, leggo un po' come tutti i quotidiani gratuiti.
E poi se è il caso, strappo qua e là articoli che mi sembrano interessanti.
Questo, per esempio.


Jean Teulé (cr. foto), il touche-à-tout, cronista, romanziere, sceneggiatore, attore, fumettista, colui che ha appena finito di scrivere Je voudrais me suicider, mais je n'ai pas le temps ("Vorrei suicidarmi, ma non ne ho il tempo"; titolo geniale di una BD, biografia di Charlie Schlingo), è appassionato autore di romanzi biografici (anche perché vendono bene, aggiungo io).


Tra le biografie che ha scritto, mi ha colpito la storia di Alain de Monéys (Mangez-le si vous voulez, [Se volete, mangiatelo], Juillard, 2009). Non garantisco dell'autenticità, né mi interessa.
Traduco quel che diceva il trafiletto promozional pubblicitario. La sintassi è quella del giornalino; non la correggo.

"[...] Nel suo nuovo libro, Jean Teulé si interessa a un sordido e praticamente sconosciuto fatto di cronaca della storia francese: la morte di Alain de Monéys, il 16 agosto 1870, massacrato dalla folla che l'accusava di essere - senza fondamento alcuno - un prussiano.

Questo giovane nobile del Périgord, noto per la sua generosità, appena eletto consigliere municipale - e all'unanimità -, quel giorno s'era recato alla fiera di Hautefaye, il paesino vicino. Nell'atmosfera di paura generale, alimentata dalle disfatte a opera della Prussia, un malinteso avrebbe fatto precipitare la situazione.

Alain de Monéys si ritrova additato come nemico della patria, quando tutti coloro che lo conoscono sanno che era partito volontario per il fronte.

Verrà linciato, torturato, bruciato vivo e persino mangiato dai paesani impazziti".


Périgord

Ecco. Poi diciamo la violenza di oggi.

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Rimando francesi e francofoni a questo link.

lunedì 25 maggio 2009

Il nuovo film di Almodovar : Abbracci spezzati (2009)

3 commenti
Se qualcuno di voi ha voglia di leggere quel che ho scritto sull'ultimo film di Almodovar (che in Italia uscirà in ottobre), clicchi qui.
Attenzione, ci può essere rischio di anticipazione.
Metto qui il trailer (è muto):


giovedì 21 maggio 2009

L'amore degli animali verso di noi

3 commenti
Sta circolando su facebook, mi rendo conto, annoierò chi l'ha già visto, ma... siccome a me è capitata la stessa cosa con un gatto rincontrato dopo 2 anni...
E poi vedo i segni di affetto del mio beagle che sono gli stessi di un leone (con qualche differenza di peso e di pericolosità. Per quanto le unghie di Mustang lascino segni abbastanza evidenti sulle braccia):



secondo video sempre con leone:

martedì 19 maggio 2009

Come si scrive una lettera. Lezione n. 1

5 commenti

V
olevo fare la spiritosa, intitolando il post The pen is on the table, per ridere delle ovvietà, per sminuire il tono apparentemente (o per davvero) saccente... poi mi son detta:
E se lo spazio tra *pen* e *is* dovesse annullarsi?
E se si pensasse che si tratta di una lezione di inglese (di cui conosco forse - e sottolineo forse - due frasi)?

Ricominciamo, non ci arrendiamo (tanto per citare Lars Gustaffsson).

Questo breve (speriamo) post è dedicato agli incipit delle lettere. Per gli stranieri che hanno altre regole. E per gli italiani che hanno dimenticato come si principia una lettera. O che proprio non lo sanno.


scena film Le fabuleux destin d'Amélie Poulain

Regola n. 1

Quando si vuol (o si deve, per cortesia, per educazione) rispondere a un altrui messaggio, è buona regola rispondere nella stessa maniera.
Sms-sms, telefono-telefono, mail-mail, lettera-lettera.
Si può anche rispondere con un biglietto o una cartolina a una gentilezza altrui di altra materia.
Oppure semplicemente perché si ha voglia di dare un segno di noi a qualcuno.
La buona regola vorrebbe che lo scritto fosse manoscritto (parlo di materiale cartaceo, ovviamente), ma se si possiede una pessima grafia, meglio ricorrere alla scrittura meccanica della macchina per scrivere o pc.

Regola n. 2


Lettera-mail (il caso più ricorrente)
Non potendo personalizzare con la propria grafia, facciamolo con la scelta del carattere.
I più belli sono Garamond e Bookman, per me. Tahoma è amministrativo. Courier scolastico. Giorgia rassicurante. Arial aggressivo. Verdana insipido. E così via.

Passiamo all'impaginazione (e sono ancora solo alla fase formale!).
Molto meglio se la pagina la predisponete in formato giustificato, con interlinea 1,5 (anche se io uso 1, ché scrivo tantissimo). La grandezza del carattere dipende dal carattere stesso (tra il 12 e il 14, direi).

Regola n.3

E veniamo all'incipit, all'esordio, all'appellativo con il quale rivolgervi al vostro interlocutore.

Non state scrivendo una lettera commerciale, ma state comunque scrivendo a una persona con cui non avete rapporti di intimità.
Indipendentemente dal fatto che le darete del Lei, come rivolgersi a questa persona nell'appellativo iniziale?

In Italia, bisogna tener conto del titolo di studio o professionale che la persona ha, soprattutto se è in virtù di quel titolo che voi vi rivolgete a suddetta persona.

Es. Scrivete a:
un funzionario/a,
professore/essa univers. e non,
ingegnere,
ragioniere,
geometra,
avvocato, etc.?

Inizierete con un

Gentile oppure Gentilissimo/a
[eventualmente: Gent. Gent.mo/Gent.ma]

Dott. Dott.ssa
Prof. Prof.ssa,
Rag.
Ing.
Geom.
[tutto per esteso o abbreviato]

seguito dal cognome.

Se il vostro corrispondente non ha titoli di studio o di professione, o ancora se voi ignorate quale (e se ne) abbia, allora - in tal caso - scriverete:

Gentilissimo Signor/Signora Vattelapesca
(Rossi, Bianchi, Neri, Verdi)

No, non vi fucileranno se sbagliate, ma sarete maleducati.
Certo, si può VOLER essere maleducati, ok, ma è meglio evitare di esserlo inconsapevolmente, no?

Nel caso in cui siate dei colleghi, scriverete Gentile Collega (dico la verità, io la formula "gentile collega", la uso alla seconda replica di lettera, mail, biglietto, cartolina).

Basta così per questo primo (e probabilmente) ultimo volet.
Noioso, noiosissimo.
Però magari a qualche straniero o straniera sarà servito.

Dimenticavo: Se vi rivolgete a quello che per voi è un Maestro (regista, scrittore, poeta, scienziato), avete due possibilità, potete scrivere:
1. Caro Maestro (incipit da ammiratore)
2. Gentile XY (nome + cognome)

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N.B. Egregio e Distinto oltre a fare un po' "vecchiotto", sono propri della corrispondenza commerciale, non di quella personale.