martedì 9 settembre 2008

Mary Higgins Clark o del riposo intellettuale

Per il momento ne ho letti solo tre (french version), ma già so che li leggerò tutti.
Ho iniziato - per puro caso - prima di salire su di un treno (il solito mio, Paris-Caen aller/retour), da sola, nel silenzio annoiato di un vagone.

Deux petites filles en bleu [Two Little Girls in Blue] è stato il primo, scritto nel 2006 da una lady (classe 1929) che ha capito assolutamente tutto dei meccanismi del thriller.
Parlo di thriller e non di giallo, né di poliziesco, anche se a ben guardare gli elementi degli uni e degli altri ci sarebbero tutti, nei suoi romanzi.

Facciamo un po' di ordine e cerchiamo di distinguere i sottogeneri.
Del giallo ha la qualità intrinseca primigenia (etimologica, oserei dire se non sapessi di convocare a sproposito l'etimologia): la nozione di passatempo. In fin dei conti, il giallo nasce così, prima che fosse nobilitato dai vari Van Dine, Christie, Doyle: per intrattenere i lavoratori statunitensi durante i loro spostamenti sui mezzi pubblici.

Non sono però - quelli della Higgins Clark - hard boiled (manca l'alto tasso di violenza) e nemmeno a suspense alla rovescia (come nelle storie del tenente Colombo. Lei non fa capire da subito chi sia l'assassino - che però è unico). I poliziotti ci sono (quantomeno, nei tre che ho letti) e sono fedeli servitori della legge, mai corrotti e sempre scrupolosi. Ma non essendo i protagonisti, non possiamo dire che si tratti di polizieschi.

Protagoniste sono le donne. Anzi, una tipologia ben precisa di donna. Ringiovanite (lo so, chiedo molto: chiedo al lettore di avere almeno 40 anni) la dottoressa Helen Russel di Spazio 1999 (ecco così): datele un carattere riservato ma non ostico, pudìco ma non passivo; immaginatela affascinante ma non bellissima, intelligente e razionale, con un pizzico di inclinazione al romanticismo ed avrete le protagoniste dei suoi romanzi. Tutte con problematiche familiari (sospese) alle spalle.
E poi ci sono gli uomini ( ma non dico altro, sennò tolgo il gusto della lettura)...

Il secondo è stato Souviens-toi (Remember, 1994) e il terzo (tuttora in lettura) Tu m'appartiens (You belong to me, 1998).

Ma torniamo ai meccanismi.
Aveva ragione Sciascia, quando scriveva a che cosa è dovuta "la principale ragione per cui un pubblico vastissimo, in ogni parte del mondo legge (sarebbe dir meglio consuma) romanzi polizieschi [...] : sgomento e fuga dei pensieri, meditazione senza distacco, come nei sogni" (Breve storia del romanzo poliziesco, 1988).

Insomma, in stato di tensione e di passività, il lettore è comunque rassicurato (non dimentica mai che lui non è personalmente e veramente coinvolto), e per questo stesso si lascia "prendere" dalla trama. La sua è una condizione di assoluto riposo intellettuale (cito sempre Sciascia) - sennò che passatempo sarebbe? -, ed è nel contempo in competizione con l'investigatore/autore del romanzo che legge.

E infatti, io pure (pure io!) sto con evidenziatore giallo, penna rossa e bloc-notes affianco a registrare tutti quegli elementi che mi sembrano indicatori (gli indizi!) di un qualcosa che mi servirà a dipanare la matassa - a sciogliere l'enigma - foss'anche una sola pagina prima della soluzione offerta nel libro.

Ho notato che talvolta la Higgins Clark è come Agatha Christie. Non è che imbrogli le carte come la collega britannica, ma di certo si diverte a omettere qua e là o più spesso a disorientare il suo lettore.

Uh, quant'è diventato lungo, 'sto post! Mi fermo qua.
E torno a leggere... Mary Higgins Clark.
Brava, però. E quanto.
(Lei sa come si racconta una storia).

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credits : immagini prelevate da google




4 commenti:

isottanews ha detto...

Io questa me la leggo, mi hai dato voglia.

Comunque, faccio notare :Donna Artemide dedica, consacra, ben 10 righe alla descrizione dei personaggi femminili...E poi liquida la questione maschile scrivendo :"e poi ci sono gli uomoni.."

Donna Artemide siete inguaribile!

isottanews ha detto...

Cio' detto, Donna Artemide, voi questo dovete fare come mestiere!

Sei bravissima!

Artemide_Diana ha detto...

Ho perso la mano. Un tempo sapevo scrivere.

Se parlo degli uomini, poi debbo parlare degli assassini...

isottanews ha detto...

Scrivi molto bene, e non era affatto lungo il testo, anzi!