mercoledì 14 luglio 2010

14 juillet : Roberto Alagna entonne la Marseillaise

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Un Français aux origines italiennes (assumées et revendiquées) entonne - et chante à gorge déployée - la Marseillaise. Le sens profond de la France.

Buon 14 luglio.
Un'antimilitarista ossimorica

giovedì 8 luglio 2010

Non c'è bisogno di parole

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mercoledì 7 luglio 2010

Notizie dall'invidiata Francia

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il libro non ha naturalmente nulla a che vedere
con i fatti di seguito riportati
Questo post (che vuol essere realistico e assolutamente non denigratorio nei confronti del popolo francese) è dedicato a tutti quegli italiani che mi dicono sempre:
Eh, queste cose in Francia non succedono!
Notizie tratte dal quotidiano gratuito Metro del 7 luglio 2010 (il link si rinnova giorno per giorno, quindi già domani non riporterà più queste notizie, credo). Relata refero:

Tempesta a Sarkoland. Secondo l'ex-contabile di Liliane Bettencourt, la miliardaria avrebbe illegalmente finanziato la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy. Tale rivelazione pone il capo di Stato in una situazione molto delicata.

Velo integrale (= niqab) : il PS (partito socialista francese) cambia argomento, si defila, si sottrae alla domanda  (per i romani, forzandone il senso e arrivando alla conclusione: l'ammischia).

Nicodème: è un tragico incidente. Dopo vane ricerche, un bambino di 22 mesi viene ritrovato nella fossa settica [che brutto eufemismo] del giardino dei nonni, morto annegato

Morte di un soldato francese in Afghanistan a seguito delle ferite riportate per l'esplosione di un congegno esplosivo. È il 45° militare francese che perde la vita in Afghanistan.

M6 (= tv privata del tipo tra Italia1 senza Fede e la7 quand'era Telemontecarlo, cioè non impegnata) annulla un suo reality dopo il suicidio di un candidato. Il reality si chiama Trompe-moi si tu peux (grosso modo: Tradiscimi, se ci riesci) e doveva andare in onda domani, ma le conseguenze del gioco di amore e tradimenti ha portato al suicidio di uno dei partecipanti.
 Esami di maturità (Bac) sottotono: risultati 2010 sensibilmente in ribasso (74,6%).

A Uckange (nella Mosella, regione Lorena), una madre che aveva pugnalato la figlia di 10 anni e convinto il figlioletto di 5 ad accusarsi al suo posto è stata condannata a 18 mesi di carcere.

Mariem, 20 anni, alla guida della Clio che si è scontrata la notte del 26 giugno scorso con l'auto di Mohamed, morto in seguito al linciaggio subìto sull'A13, potrebbe essere rimessa in libertà oggi stesso.


Anche se non si può applicare il detto TUTTO IL MONDO È PAESE, credo occorra riflettere. Se poi gli italiani trovano che l'Italia sta sprofondando (e lì, posso anche esser d'accordo), si diano una regolata e agiscano per quel che è nelle loro possibilità.Se e quando rientrerò in Italia, farò immediatamente azione politica (il contributo di ognuno seppur limitato è la preziosa gocciolina dell'oceano).



lunedì 28 giugno 2010

Yusuf Islam o Cat Stevens che dir si voglia

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Canta sempre meravigliosamente bene questa canzone:

domenica 27 giugno 2010

Graduation Day 19.06.2010 di mio figlio

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Bravo, Romain !

venerdì 25 giugno 2010

C'era una volta una giovane donna delle Marche...

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Ci sono persone che vivono la loro vita non pensando a se stesse. Persone che quando provano a farlo, di già il pensiero le disturba. Perché temono di dar fastidio, temono di perdere la stima o l'affetto altrui. E così pensando, si ritraggono. Tengono i loro desideri in un cantuccio dei pensieri giornalieri o delle speranze mensili. Ritenendo che quel futuro auspicato probabilmente non si realizzerà mai.

Alle volte, però, i desideri sono più prepotenti delle persone. E finiscono per realizzarsi. Perché poi - va detto - quelle persone di cui sopra (quelle coi desideri nello scrigno del cuore), sono in gamba, preparate, ce la possono fare. Hanno solo (un solo grande come una casa) bisogno di crederci fino in fondo, di OSARE (a volte osare corrisponde a domandare), di rovesciare la propria pelle e smaltarla di una grinta rosso fuoco.

Peine perdue ? Mica lo so.

Silvia e io

C'era una volta una giovane donna delle Marche, Silvia, che di dubbio in dubbio il suo bel dottorato di ricerca l'ha ottenuto. E ora non ha la pazienza di vedere il mosto farsi vino in fondo al tino.  Scàlpita. Vorrebbe che la natura (anche l'universo letterario ha le sue stagioni!) non seguisse il suo corso, lei.

Silvia l'ho conosciuta anni fa, in qualche modo sono un personaggio del suo dottorato (venne a Parigi per pormi delle domande a proposito delle mie origini di emigrata). Era un brutto periodo per lei. Oggi ha terminato il suo lungo percorso accademico (l'ho rivista a Parigi, pochi giorni fa), ma come lei stessa ha detto solo quello s[a] fare: studiare. 

E allora osa, Silvia! Ma datti anche da fare, spulcia tutto quanto riguardi le offerte dell'UE, chiedi in giro, non aver vergogna. Fai come Maometto: vai alla montagna. Ora però, in primo luogo, passa delle serene vacanze.

C'è un tempo per tutto. A cruce salus.

Ti aggiungo un video che ti darà la carica (con me funziona. Parlo per esperienza, anch'io un tempo ero come te)

mercoledì 23 giugno 2010

Questa sono io

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Càpita prima o poi di fare un passo falso. Càpita prima o poi che il mio carattere venga fuori così com'è. Prepotente. Assoluto. Padrone. Non ce la faccio, se c'è qualcosa da dire, la dico e al diavolo tutto.

Poi, rileggo quel che ho scritto o ripenso a quel che ho detto. Esagerata, sempre esagerata. 
Ma questa sono io, nel bene e nel male. 

(ma perché quando prevengo, dicendo di avere un pessimo carattere, nessuno mi crede?)

sabato 19 giugno 2010

Graduation Day: il lancio dei tocchi

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Oggi s'è concluso il percorso scolastico di mio figlio. Un percorso linguisticamente «provante» che l'ha visto transitare per scuole italiane, croate, francesi, inglesi e per ultime americane.
Oggi è stato il GRADUATION DAY, giorno della consegna dei diplomi di maturità (si direbbe in Italia, sempre che si usi ancora questo termine), secondo il rito cerimoniale americano. 

Debbo dire che è stato per me e per mio marito molto emozionante. Ci sono state anche le lacrime di prammatica di una mamma innamorata del figlio. 
Durante la cerimonia mentre lo guardavo tutto compreso nel suo abito blu con in testa il tocco, l'ho rivisto crescere fino a farsi uomo.

Ora inizia l'università.
Le sue gioie sono le mie. Silenti. I suoi dolori sono i miei. Impotenti.
con il papà
Metto qui quel che scrissi quando nacque (è stupido, lo so, serve a me):

ROMAIN
Ton nom commence par la dureté du rocher 
et se termine sur les ailes du zéphyr.
Mamma

mercoledì 16 giugno 2010

Bekim Fehmiu

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Omaggio al sogno della mia infanzia: Bekim Fehmiu, l'Ulisse della tv italiana non c'è più.
E sento spezzarsi tutta una serie di ricordi dentro di me.
Quello sguardo magnetico... le sirene... lui era le sirene.


martedì 15 giugno 2010

Il parcheggio dell'aeroporto CDG di Parigi

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Bello, oggi.

Arrivo al parcheggio sotterraneo 2E dell'aeroporto Roissy-Charles De Gaulle (CDG) di Parigi. Costa, ma almeno si sta tranquillamente posteggiati.

C'est ça. Proprio.

Dei tre piani di parcheggio, due erano chiusi alle ore 14.15. Immaginate come si può trovare il parcheggio con una zona aperta su tre? Ecco, quando alfine sono riuscita con un vero colpo di fortuna (appena 20 mn di ricerca affannata), tutti concorrenti tra noi, come squali nel mare della notte, salgo su e scopro che l'aereo che attendo porta ritardo. Invece che alle 14.40 atterrerà alle 16.14 (bellino, il 14, eh?). Almeno è quanto previsto.

Finale: da quelle porte a scatto che fanno l'effetto di una ribalta per chi ne esce, la persona attesa è uscita alle 16.37.

Pagamento ticket del parcheggio: 12 euro tondi tondi.

Che meraviglia.

(ascoltare canzone dopo presentazione tedesca)

martedì 1 giugno 2010

Giuseppe Battiston, un attore di casa nella nostra famiglia

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Mi è stato subito simpatico, fin dal primo film in cui ho fatto caso a lui, Giuseppe Battiston. Eravamo nel 2000 e il film di gran successo era Chiedimi se sono felice del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Interpretava il ruolo del ladro sfigato. Cfr. video sottostante (entrata in scena: 5'46") :



Poi l'ho rivisto - nello stesso anno - in quel film delizioso che ha per titolo Pani e tulipani nel ruolo di un improbabile detective. Buffo e divertente, con una vena di malinconia. 



Lo persi di vista. So che è stato un personaggio rilevante nel film La bestia nel cuore (2005). Purtroppo, non l'ho ancora visto.



Invece, mi colpì molto nella pellicola di Zanasi, Non pensarci (vista a Parigi con il titolo Ciao, Stefano) nel 2008. L'immagine di lui davanti ai delfini mi è impressa come quella di Stefano (Valerio Mastandrea) che corre da pedone sotto il rilevatore di velocità per vetture ...



E infine, il dottor Freiss, ruolo importante a latere della serie tv Tutti pazzi per amore 1 e 2, insieme con la stratosferica Carla Signoris:



Grazie, Battiston. A proposito, un pizzico di sano cinismo: il dottor Freiss ci prende, quando dice «in realtà, è il senso di colpa che spinge a dire la verità». E verità per verità, ha un certo non so che, il Battiston...

lunedì 24 maggio 2010

Elio Germano La nostra vita di Daniele Luchetti.rm

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venerdì 21 maggio 2010

È tanto difficile?

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Capisco che può rivelarsi controproducente. Una manovra impopolare.
Ma quando verrà in mente A TUTTI I PRODUTTORI di scrivere sul retro di una scatola di biscotti l'apporto calorico di ogni singolo biscotto?
E invece no: apporto calorico:
1. calcolare se dobbiamo prendere in considerazione la cifra in kcal oppure in kJ
2. il valore energetico è dato per 100 g (già, e il nostro pacco di biscotti è di 125 p. es. Vai con la matematica!)
3. dividere per il numero di biscotti...

E mammamia!
Votra (finta)Alice nel Paese delle Meraviglie

domenica 16 maggio 2010

Passeggiando al di sopra della Senna

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Je tiens toujours mes promesses
qui le foto sono tutte rigorosamente mie
© Jacqueline Spaccini 2010

sabato 15 maggio 2010

Passerelle de l'Avre: a noi due

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 ritaglio da google maps

Domattina, a noi due: un bel po' di chilometri per arrivare sulla passarella e poi sopra il fiume per arrivare dall'altra parte.

 photo by Babs Sch  [link http://www.panoramio.com]

 Già, e quando sarò arrivata a Boulogne, che farò?

giovedì 13 maggio 2010

Quando mi prende la voglia di poesia...

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...  m'accorgo che assomiglio alla donna che non si 
assomiglia  di Pedro Salinas

Edmund Blair Leighton


Ti  sta vedendo l'altra.
Somiglia a te:
i passi, la stessa fronte accigliata,
gli stessi tacchi alti
tutti macchiati di stelle.
Quando andrete per la strada
insieme, tutte e due,
  com'è difficile sapere
  quale sei tu e quale non sei tu!
Così uguali ormai, che sarà
impossibile continuare a vivere
così, essendo tanto uguali.
E siccome tu sei la fragile,
quella che appena esiste, tenerissima,
sei tu a dover morire.
Lascerai che ti uccida,
che continui a vivere lei,
la falsa tu, menzognera,
ma a te così somigliante
che nessuno ricorderà
tranne me, ciò che eri.
E verrà un giorno
- perché verrà, sì, verrà -
in cui guardandomi negli occhi
tu vedrai
che penso a lei e che la amo:
e vedrai che non sei tu.
(da La voce a te dovuta)

venerdì 23 aprile 2010

Amo Montparnasse

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Questa mattina sono tornata nel quartiere che più amo e nel quale ho abitato per anni, Montparnasse.
In realtà è proprio il quadrato qui sopra quel che per me è il "mio" quartiere, a cui aggiungerei solo la rue de  la Gaîté, la via dei teatri(ni), la rue Jolivet e la rue du Maine.
Dimentico sempre la macchinetta fotografica (quando serve), quindi debbo ricorrere al freddissimo google map:


scorcio della rue Delambre
Che meraviglia passeggiare (in realtà, fare la spesa) per il quartiere. Con il sole perloppiù.
E poi c'è le maître fromager, il pescivendolo con merce freschissima, i giapponesi, i danesi, gli italiani, gli hôtel che piacciono a me, i negozietti sfiziosi... Voglio andare via da Saint-Cloud!

rue de la Gaîté

giovedì 22 aprile 2010

E a quanti amori ancora (omaggio a Fabio Concato)

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Se parli ancora m'innamoro
non devo far niente
mi lascio solo andare,
così, semplicemente.
Se parli ancora ti do un bacio...
su quella bocca grande
potessi per davvero non sai come starei
e invece sono qui a guardarti
così, un po' da lontano
con tutta questa gente 
 lo senti che ti amo
riuscissi almeno a dirtelo
mi sento così perso
dentro quegli occhi scuri,
Dio, chissà cosa farei
ma questo è già  ridicolo
non mi hai nemmeno visto.
M'invento questo amore
perché senza non resisto...
e a quanti amori ancora

mercoledì 21 aprile 2010

Athazagorafobia

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Ma dico io, tra tutte le fobìe che circolano in giro, proprio questa dovevo accattarmi, nel secondo rush di vita?

giovedì 15 aprile 2010

Scusi, signora, ma... debbo chiudere

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Sapevo che le chiese ora vengono chiuse. Per la notte. Sì, forse anche per la pausa pranzo (per quanto). Pensavo che la casa del Signore fosse sempre aperta.

 photo by Croberto68  

Situazione: una non-credente come me che è stata in passato credente-osservante-praticante decide di entrare nuovamente in una basilica di periferia (la più grande di Roma, la periferia) per vedere con gli occhi di adulta un luogo che ricorre nei sogni notturni con immagini di ragazzina.

Percorre la navata laterale destra (poi percorrerà quella sinistra, si dice). Si sofferma a guardare gli affreschi moderni e i bassorilievi. Fa delle considerazioni dentro di sé e sorride (soprattutto dei suoi ricordi). Arriva all'altezza dell'oratorio e anche del retrobottega del sacerdote.

Ode una suora che chiede in francese se hanno (in realtà: ha, visto che parla al sacerdote) un libro sulla vita del santo cui è intitolata la chiesa-basilica. Dopo un po', il prete capisce e risponde seccato  -e in italiano  - che loro non hanno il libro in questione ("lo vendono i preti", dice. "?!?!?", è il mio pensiero; chissà che avrà capito la suora francese), bensì un libro sulla storia e la costruzione della basilica-chiesa.

Quel che cerco io! e faccio per andare a chiedere. Ma mi avvicina prontamente il sagrestano che già da un po' mi tiene sott'occhio (avrà visto che non mi sono fatta il segno della croce passando presso il fonte battesimale?) e mi fa:

"Signora, scusi, ma deve uscire. Chiudo."

"Ah".
Mi avvio verso l'uscita con passo celere, guardo l'orologio e annoto mentalmente che sono le ore undici e quaranta del mattino.

Mi adeguo ma proprio non capisco.

venerdì 2 aprile 2010

Mio figlio fresco maggiorenne

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Ieri mio figlio ha compiuto 18 anni.
Nacque alle 11.30 del 1° aprile 1992. Durante la notte alle 3.35 mi si ruppero le acque.

L'altroieri e ieri ero a Caen per lavoro. Durante la notte alle 3.35 del 31 marzo mi sono svegliata in preda a un incubo. Non sono riuscita a riaddormentarmi fino alle 5.00.

Andando al lavoro, mi son detta: alle 11.30 sarò in pausa, potrò ricordare la sua nascita (che in realtà non posso ricordare, dal momento che ero in anestesia generale). E invece alle 11.30 ero intenta a chiedere il volume della rivista in cui c'è anche un mio contributo.

Ho provato a fare gli auguri a mio figlio via cellulare, ma lui dormiva all'ora in cui ho chiamato e quando è scattata la segreteria, mi si è strozzata la voce, incrinata, e dopo un fuggevole Auguri, amore di mamma, già cominciavano a scendere le lacrime.

Non ho fatto carrellate degli anni passati, nella mia testa; ho guardato lucida il presente: un figlio d'oro con un carattere oscillante tra l'immensamente affettuoso e il (neanche tanto) nascostamente scostante (siamo tutti bipolari).
Sono i 18 anni. È la sua vita che deve prendere la sua direzione e lui non sa ancora raccapezzarsi.

E lo vedo, alto e bello, non ancora consapevole di sé, con qualche idea da aggiustare e molta gavetta da affrontare. Coi suoi dolori di amore e i suoi successi. Con le lodi che riceve e di cui al momento non sa che farsene.

Lo so bene: è alfine giunto il tempo di mettersi da parte, di fare molti passi indietro, senza mai voltargli le spalle.
Ma come è difficile.

sabato 27 marzo 2010

Sollecitare la memoria involontaria

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la scuola in questione

Ci risiamo, ritorno alla memoria.
Eh sì, perché stamattina mentre ero a passeggio con il cane, ho volontariamente deviato per costeggiare un liceo che è tutto cinto da cipressi. Quelli che si chiamano thuia (credo, ma non ne sono sicura) e che servono appunto per bordare, per recintare una casa, in questo caso, una scuola.

Ieri, ero passata di lì per caso (sempre col cane),

TORTA GLASSATA CON RIPIENO DI CREMA DI LIMONE

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AVVERTENZA: per ingrandire le immagini, cliccare sulla foto


Questo è il risultato finale di una torta preparata per gli amici di Saint-Loup, per il pranzo di domani. Si tratta di un pan di spagna (PDS), bagnato e con la farcia di crema di limone. Sopra c'è una glassa rosa.
Ma veniamo alla ricetta passo per passo:


INGREDIENTI PER LA BASE: (la ricetta l'ho presa da Tittabilo)

4 uova
210 g di zucchero semolato
220 g di farina contenente già il lievito
50 g di fecola di patate
1 grosso limone
1 bicchiere di olio di semi.

Preparazione base PDS:

Sbattere zucchero con i tuorli, aggiungere olio, farina, fecola, il succo e la scorza grattugiata di un limone. Consiglio di non ricorrere (come ho fatto io) alla farina contenente di già il lievito (= non si alza granché). Per ultimi, ho aggiunto gli albumi montati a neve rapidamente (grazie alla frusta elettrica e a un bel pizzico di sale).


L'impasto così ottenuto (vedi foto qui sopra), l'ho messo in una tortiera imburrata e messo in un forno (già caldo) a 180°C per 40-45 minuti.

E passiamo alla crema di limone.


INGREDIENTI:

1 uovo, 1 tuorlo
200 g zucchero
35 g fecola di patate
300 ml di acqua
1 limone (come prima: succo + scorza grattugiata)

Sbattere l'uovo e il tuorlo con lo zucchero, aggiungere fecola, acqua, succo e scorza grattugiata.
Non ho messo il pentolino direttamente sul fuoco per paura che "attaccasse". Ho preferito cuocere la crema a bagno maria.

Non ci vuole molto a prepararla. Presto diventa un tutto compatto (girate sempre e sempre con un cucchiaio di legno, eh!) e lo mettiamo a raffreddare.

Intanto, avremo sfornato il PDS, lasciato raffreddare e poi, con molta calma e precisione, tagliato a metà, facendo attenzione a separare i due dischi.

A questo punto, avrei dovuto bagnare i dischi con del limoncello, ma ahimè ho una bottiglia intera... nella mansarda di Caen e non qui a Saint-Cloud. Sicché ho optato per la sempiterna crème de Cassis (allungata con l'acqua) che ho spennellato sui dischi.


Poi, ho spalmato la crema di limone sul disco base della torta.

E poi ho ricoperto con l'altro disco e messo a riposare.

A questo punto è venuta la parte più difficile: la glassatura. Non difficile a prepararsì, ché la glassa è un preparato del PaneAngeli (clicca qui). Il difficile è che nonostante tutte le precauzioni, la glassa cola dappertutto e poco resta sulla torta. L'ideale è: aggiungere effettivamente SOLO 3-4 cucchiai di acqua al preparato PaneAngeli (e non 8-9 come ho fatto io) e/o aspettare che si solidifichi un poco. E comunque mettere in frigo!

A ogni buon conto, ho poi aggiunto di testa mia, dei vermicelli di cioccolato Vahiné ai lati della torta e ho decorato - quando la glassa era ben fredda - con un crayon pâtissier chocolat noisette sempre della Vahiné (insomma: un tubetto ripieno di cioccolata per decorazioni).

Per il sapore, si saprà domani.
Ah, la torta sarà accompagnata da un crémant de Bourgogne rosé (cfr. foto n.1).
===============
P.S. L'indomani:





venerdì 26 marzo 2010

E il tempo passa

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... e a volte ho l'impressione che passi vanamente, senza che io lo valorizzi. Senza che lo fermi nella memoria. Ma la memoria, darebbe retta?

Oggi mi sono ricordata di un momento avvenuto quando avevo 13 anni. Una cosa senza importanza: eppure ricordo com'ero vestita, truccata (sì, mi truccavo di già), la canzone che cantavo (questa), con chi ero (la mia migliore amica), dove e chi abbiamo incontrato.
Eppure non c'è nulla di memorabile in quel momento...

E la memoria tradisce, poiché io ricordo che cantavo la canzone di Cocciante Era già tutto previsto. Andando a controllare la sua discografia, però, apprendo che il testo è del 1975. Il che significa che non avevo 13 anni (eppure ne son certa), bensì 17. Oppure non era quella canzone lì.
Ah, memoria memoria...

giovedì 11 marzo 2010

Cambio sfondo titolo blog

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Waterhouse Miranda (particolare)

Ultimamente sono inquieta e cambio le immagini sullo sfondo del titolo blog.

E sto mettendo immagini di preraffaelliti (che non amo); in particolare di Waterhouse.

Una novella del Decamerone

Attualmente, del britannico c'è Miranda e la tempesta (1875), fino a qualche giorno fa Una novella del Decamerone (1916) e come carta da parati del mio pc, occupa tutto lo schermo un'altra sua versione di Miranda (1875), pacata, paziente, tutta bianca, coi capelli biondi seduta a rimirare un mare calmo:

Miranda (senza tempesta) (part.)

Queste immagini mi consolano, mi calmano, mi rasserenano.
Placano la mia maliconica inquietudine.



sabato 6 marzo 2010

Metti un brunch a Montmartre

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Esistono posti a Parigi (come in altre città) in cui si fa il brunch. Che poi è una cosa strana, colazione del mattino più spuntino per il pranzo.
Come sanno quelli che mi conoscono bene, una volta al mese suppergiù esploro un posto nuovo per pranzare - e un modo nuovo (o semplicemente diverso) di pranzare - con il mio amico Eugenio che dalla normanna Louviers scende a Parigi.


Oggi mi ha proposto Le Café qui parle (24, rue Caulaincourt), nel 18° arrondissement. Montmartre, per intenderci. Le stazioni di metrò giuste sarebbero Blanche o Abbesses. Ma noi ci siamo visti a Lamarck-Caulaincourt, perché ci piace passeggiare (e a me fare foto).
I prezzi sono così ripartiti:
Colazione del primo mattino (buffet à volonté). 6€50 dalle ore 8.30 alle ore 10.00.
Brunch (buffet dolce e/o salato + piatto di insalata a scelta con salumi /o formaggi /o non ricordo che altro. Da bere: acqua, succo di arancia, tè, cioccolata. Il vino si paga a parte). 17€50 dalle ore 10.00 alle ore 16.00 SOLO IL SABATO, LA DOMENICA A PRANZO E I GIORNI FESTIVI
Pranzo (con menu a prezzo fisso o à la carte): dalle ore 12.00 alle ore 15.00 e dalle ore 19.30 alle ore 23 12€-17€ (alla carta: 30-50€)

CHIUSO LA DOMENICA SERA

Tous les samedi et dimanche, le restaurant vous propose un buffet à volonté délicieux, à base de viennoiseries encore chaudes, boissons, salades, confitures maisons, pâte à tartiner, œufs brouillés, charcuteries, fromages, bagels, fruits frais, compotes, jus d’orange frais et salade au choix.

A me è piaciuto tantissimo il taboulé che qui non viene nemmeno menzionato.


Lo trovo comunque caro (i cornetti sono da microonde, le uova strapazzate non hanno gran sapore, le marmellate - autenticamente artigianali - le faccio meglio io). Comunque, il brunch mi è stato offerto e pertanto ringrazio.

Metto ora di séguito qualche foto mia (dal café alla passeggiata nel quartiere).



Au Café qui parle


negozio di pupazze


salendo per Montmartre






il busto di Dalida



Villa Léandre (via mooooooolto carina)

domenica 21 febbraio 2010

Non esistono più

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dalla merciaia


Sogno ricorrente delle mie notti attempate è la merceria dove la mamma mi mandava a fare commissioni per suo conto quand'ero piccola.

Essendo figlia di sarta, ogni giorno c'era da andar a comprare qualcosa; poteva essere un rocchetto di filo (imparando così da subito le varie sfumature) - che mia madre però chiamava «sigaretta», un gessetto quadrato, il ditale, una zip, 50 cm di federa di taffetas (da pronunziarsi: taftà), etc.

Quello che mi piaceva di più era comperar bottoni. La mia mamma doveva fidarsi molto (o andare di fretta) perché lei mi diceva grosso modo il colore e la grandezza dell'asola e basta. Poi sceglievo io il tipo (chissà, magari sarà poi scesa a cambiarli, i bottoni scelti da me, ma se l'ha fatto, non me lo disse mai).
Anche mi piaceva guardare quei bottoni che la merciaia stessa confezionava grazie a una macchinetta a pressione e a pezzetti di stoffa. Infine c'erano quelli di madreperla, i miei preferiti.

E questi bottoni (così come nella bella foto qui sopra), ultimamente tornano chissà perché nei miei sogni. D'altronde, giusto in sogno posso vederli, ché di mercerie di questo tipo non ne vedo in giro da almeno vent'anni...

(Forse è per questo che quando mi trovo a buttar via perché troppo consunto qualcosa che ha i bottoni, quelli, li stacco e li ripongo in una scatola di latta. Non ci faccio nulla, ma non si sa mai)

_____
P.S. Mi arriva altrove messaggio di mia cugina la quale mi ricorda (amorevolmente) che nel Marais c'è questa cosa splendida [clicca su Entrée des Fournisseurs, 8, rue des Francs Bourgeois - vicinanze Place des Vosges - Musée Carnavalet]. Ma io vivo a Saint-Cloud e per andare al Marais mi ci vuole almeno 1h di trasporti pubblici...

giovedì 18 febbraio 2010

Vista - Come catturare l'immagine da un video

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Come catturare l'immagine da un video?

Indicazioni utili se:
a) hai Windows VISTA.
b) possiedi un pc o un notebook normali.

Poniamo che tu voglia catturare l'immagine (il fotogramma) di un video (da youtube, per esempio).

Poniamo che ti abbiano detto che basta cliccare sul tasto STAMP [e poi incollare con paint] ma che facendolo, chissà mai perché, non ti funzioni un bel niente.

Come fare?
Io ho fatto così.

1. Vado su desktop. Clicco su start
(È la bandierina nel tondo, in basso tutta a sinistra).
2. Scrivo nella zona start search: cattura oppure strumento di cattura.
3. Mi appare la scritta: strumento di cattura (con accanto il simbolo di un paio di forbici).
4. Ci clicco sopra.
5. Si apre una finestrella in alto a destra del pc (non faccio nulla, lo abbasso - a meno che TU non abbia già il video pronto fermo sull'immagine che ti interessa. Nel qual caso, VAI al punto 11).
6. Cerco il video che mi interessa. Ad esempio: L'era glaciale 2 su youtube.
7. Trovo - ad esempio - questo video.
8. Mi interessa un'immagine dello scoiattolo che stringe a sé la ghianda strabuzzando gli occhi-
9. La trovo al 6'34" - e faccio pausa (non ci riesco subito, ma insomma).
10. Attivo strumento di cattura (se lo avevo abbassato lo ritiro su, aprendolo)
11. Clicco su nuovo (a meno che la pagina non sia già tutta bianca trasparente, nel qual caso, vuol dire che è già pronto per l'operazione di ritaglio).
12. Col pulsante sinistro del mouse, ritaglio la parte del video che mi interessa (anche tutto).
13. Si apre subito una pagina in cui posso decidere se: a) copiare l'immagine (senza conservarla) oppure: b) salvarla con nome nella sezione immagini (e farne poi l'uso che voglio).

La mia immagine è questa:


Tutto qui. Facile, no?

L'ho provato anche su DVD da VLC player. Funziona!


P.S. SE NON DOVESSI TROVARE SUBITO STRUMENTO DI CATTURA, segui questo procedimento: