venerdì 22 agosto 2008

U AKCIJU! ... ovvero: Never Say Never Again

Dedicato a Sandra Zjačić
che attendo a Parigi

Trg Bana Jelačića (photo by @rteJS)


Ora che l'ho perduta, questa terra, ora che non ci tornerò più, posso permettermi di rimpiangerla. Di lasciarmi andare alla nostalgia. Ma la nostalgia è il rimpianto della patria (nostos) da cui si è lontani. E io non sento di avere una patria lontana: mi manca l'Italia quando sono in Francia e viceversa. L'ho già scritto, sto bene solo sui cieli, nel tratt
o che mi separa da un luogo all'altro.
E poi, non sono mica croata!

Dicevo, questa terra, la Croazia. Ho scelto una delle ultime foto scattate a Zagabria, nella piazza principale, la
Jelačića, presa in un'insolita mattinata illuminata dal sole. Tutto appare più gaio. E superficiale.

Eppure una parte della mia anima è quel che è anche grazie (o per colpa) della terra croata. E delle persone che vi ho incontrato, di quelle che ho amato. E soprattutto di quelle (poche) che amo ancora.

Ricordo il pomeriggio in cui arrivai per la prima volta. L'addetto culturale che sfoggiava parole e pronunce che a me parvero impossibili: leggevo ulica e l'addetto mi correggeva ulitsa!, dicevo cesta e quella: tsesta! Mi dicevo: "Non imparerò mai". E invero, ho imparato poco e male, ma sono sopravvissuta.

E questa grande piazza che ho nel cuore e nella mente (potrei citare a memoria l'avvicendarsi di negozi), dedicata a un bano (signore, governatore, condottiero) morto pazzo (notizia non attendibile: relata refero), presenta una statua equestre che nel volgere dei secoli è stata spostata di direzione: ora la spada del bano minaccia l'Ungheria, ora (proprio ora) l'Italia. E tutti si danno appuntamento lì, tra la statua e quell'orologio che nella mia foto (cliccandovi sopra si ingrandisce a tutta pagina)
segna le undici meno un quarto .

E guardando la pubblicità dell'Olympus, ripenso a quando leggevo (u) akciju e non capivo che significasse (in)"promozione, offerta"... E penso all'antistante hotel Dubrovnik, in cui ordinai il mio primo kavu sa slagom (lo so, manca l'accento diacritico sulla *s* di *slagom*)...

Basta, mi fermo qui, per stasera. I ricordi si fanno troppo pressanti. E poi come dice James Bond? Never Say Never Again.
Appunto, non si sa mai; magari ci torno.

__________

Al solito, cliccando sulle parole sottolineate, si vedono foto (altrui) esplicative.

3 commenti:

Bartleboom ha detto...

Káva se šlehačkou, dalle parti della mia nostalgia, così simile alla tua. Io "mai" non ho ancora il coraggio di dirlo..

Artemide_Diana ha detto...

Non farlo! Sai che in questi giorni di Olimpiadi, quando vedo un atleta della Lettonia, mi sembra meno esotico?

Bartleboom ha detto...

:-)) E io che manca poco che faccia il tifo per lettoni e cechi anche quando giocano contro gli italiani?