mercoledì 29 agosto 2012

Rissa in un bus



© gérard Lavalette pour ParisCool, les photos de Paris


Cose che capitano anche in Francia.
Ieri pomeriggio, di ritorno da boulevard Raspail, scendo a Boulogne e salgo sul 160 per tornare a casa.
Accanto a me, noto una coppia sui sessanta, très french, très bourge (di quelli che l'autobus non lo prendono più da trent'anni almeno), très chic. In autobus, si sa, si sale davanti perché c'è la macchinetta per obliterare il biglietto e quella di convalida (clicca qui) per "passare" l'abbonamento. Salgo, dico buongiorno al conducente, oblitero il biglietto e mi siedo.
A questo punto, sento partire la musichetta (din don) seguita da una voce registrata che ricorda  che si sale dalla porta anteriore e che è vietato salire dalle porte centrali e posteriori. È il conducente che schiaccia un interruttore per richiamare il passeggero inadempiente. Come i due signori. Amen.
E invece, qualche metro dopo, il conducente blocca l'autobus e richiama i due signori i quali vanno verso di lui per mostrargli un biglietto già altrove convalidato (in realtà, bisogna obliterare a ogni passaggio e cambio di mezzo pubblico). Il conducente dice loro di scendere da dietro e risalire da davanti, altrimenti restano giù.

A quel punto un'altra passeggera - attempatissima ma gagliarda, stile Maga Magò -, si rivolge al conducente, dicendo a voce altissima e scocciata: «Eh, Monsieur, chi si crede di essere? Fa tutta questa storia perché i signori sono francesi al 100% (Français de souche) perché se fossero stati arabi o neri muto sarebbe stato!» (vous feriez profil bas). E conclude con tono sarcastico (?): Vive la France !

A quel punto, il conducente apre la porta trasparente che lo separa dal pubblico (il bus è sempre fermo in mezzo alla strada), va dall'attempata signora e le dice di farsi i cacchi suoi che lì comanda lui (occupez-vous de vos oignons, Madame, ici c'est moi qui commande !).

Simultaneamente, una bella ragazza dal fondo (dai tratti chiaramente magrebini) e il suo accompagnatore (French perbenino d.o.c.) cominciano a replicare alla signora Maga Magò che: a) non è bello quel che dice (il ragazzo dice : c'est pas sympa), b) è una razzista nonché una *brutta troia* (o *vecchia zoccola*, a scelta; la ragazza dice: sale pute). E si alza per dirigersi dalla vecchia, urlando anche lei: Vive la France ! 


Maga Magò non si lascia intimorire e replica alla fanciulla che non ha capito niente; allora il conducente dice alla giovane che non vale proprio la pena scaldarsi così per una come quella, mentre il signore très bourge di prima fa un segno di approvazione a Maga Magò, alla Fonzie, ma di nascosto (vigliacchetto) dalla ragazza magrebina.

La quale ragazza va contro l'anziana (e per nulla intimorita) signora, scoppia a piangere (per la rabbia e l'offesa), mentre tenta di picchiare sulla testa la sua nemica french 100%, la quale replica, da seduta, con una serie di calci all'indirizzo della giovane magrebina. Vengono separate.

Nel frattempo il conducente è ripartito, arriviamo alla fermata successiva e decido di scendere ché ho visto arrivare il mio secondo bus. Ma la storia non finisce qui.

Dal secondo autobus, il 467 (bloccato in parallelo al 160 nel traffico), vedrò nello spazio di pochi minuti: a) il conducente nervoso (quello del 160) richiamare l'autista di un camioncino posteggiato sull'area della fermata bus, intimandogli di togliersi; b) l'autista del camioncino fare marcia indietro e dare una gran botta alla mascherina del bus sfoderando un gran sorriso di soddisfazione; c) il conducente del bus scendere per discutere, dicendo che ha capito benissimo che l'ha fatto apposta... mentre il mio autista (quello del 467) - nel frattempo ripartito -  farà salire al volo un passeggero in corsa - non in fermata -, un giovane ragazzo che lo ringrazierà (Merci, mon pote !), sorridendo (ma senza obliterare biglietti o convalidare tessere).

Io e  l'altro passeggero sceso con me dal 160... scoppiamo a ridere. Siamo tutti stranieri.

Effetto del caldo, dissapori personali, razzismo a destra e a manca, prevenzione, luoghi comuni e vita quotidiana? Tutto insieme appassionatamente.

5 commenti:

monteamaro ha detto...

E' bello di primo mattino, leggere di un pomeriggio di ordinaria follia...in Francia! Da qualunque prospettiva lo si guardi questo nostro caro vecchio mondo, la faccia cara Jacqueline, è sempre la stessa: Consolante o da allarme rosso? Bah!

Artemide Diana ha detto...

Che dirti, monteamaro? L'uno e l'altro.
P.S. Bentrovato. :)

Silvia ha detto...

Oh! Come avrei voluto esserci! Volendo avrei scattato qualche foto mentre si dispiegava la baraonda verbale, gestuale o avrei preso nota delle parole che avrebbero reso protagonisti le percezioni, i giudizi di valore delle persone lì presenti in combutta...
"Siamo tutti stranieri", è verisssimo...
GRAZIE PER QUESTO RACCONTO

Clode ha detto...

A frequentare i mezzi pubblici si trova materiale sufficiente per due o tre libri!

:D

Bonjour Jacqueline!

Artemide Diana ha detto...

Silvia, grazie a te per il tuo commento, anche se non credo sia autorizzato scattare foto all'insaputa o contro il parere dei diretti interessati. Tra parentesi, credo che avrebbero dato un pugno in faccia anche a me...

Clode... vero! Sapessi quante volte rientrando a casa mi dico: materiale per un post, ma poi o mi dimentico o sono pigra...

Bonjour à toi !