martedì 9 agosto 2011

E la chiamano estate...

Io la debbo smettere di tornare in Italia.
Lo dico (anzi, lo scrivo) perché è il terzo anno consecutivo che mi succede qualcosa diciamo di non graditissimo al rientro. 
2 anni fa, i ladri in casa di notte con noi dentro (e meno male che c'era il cane in casa che li ha fatti fuggire). Tanto spavento, portafoglio, 2 pc e 1 fotocamera in meno.
Lo scorso anno, incidente sull'autostrada (non sto a raccontare, basta cliccare qui).  


Quest'anno, a bordo della mia nuovissima Toyota corolla verso con cambio automatico, antifurto elettronico specialmente concepito (faccio un francesismo) in Inghilterra (dove è stata costruita la mia auto), scendiamo a casa, sul lago di Vico. 

Ci facciamo però qualche giorno a Roma, perché io debbo fare ricerca in varie biblioteche e nel museo del Risorgimento...  

E me la rubano. Mi sveglio alle 2h, controllo, sta sotto casa. Mi risveglio alle 7h e non c'è più. Fantozziana la denuncia al terzo commissariato di zona, perché nel primo non c'è nessuno, a parte il piantone e nel secondo non si può che è in atto una grossa "operazione"... Da lì ha inizio la via crucis delle telefonate, dei fax e delle raccomandate alla mia società assicurativa (la Toyota assurances). 
Soprattutto per il rientro in terra di Francia. Ma salto, ché sennò annoio.

Mia cognata mi presta la sua auto e rientriamo nel nostro ameno (e sperduto) villaggio.
Mi capita nel frattempo qualche altra cosa negativa, che però ho già rimosso e non ricordo più.

Parliamo del rientro.

Noleggio un'auto via telefonica. Via internet no, ché non ho il pc a casa né connessione. La noleggio presso la S***t. Chiedo un'auto con bagagliaio di almeno 1580 lt. (quello della mia auto). Per motivi vari (che non sto a dire) mi serve davvero così grande. Mi assicurano che avrò una Orlando (che non conosco per nulla).
Bene. E anche questa è fatta. 
Un piffero.

Il giorno del noleggio, i miei cognati mi accompagnano a Ciampino, vado a ritirare la mia auto, PRUDENTEMENTE chiedo di vedere l'auto prima di firmare il contratto (non ho anticipato denaro) e scopro che mi attende... una Cruze, che è una berlina - bellissima per carità, ma non mi serve a nulla. 
Cerco con le altre società. Alla fine, la H***z mi scova una FIAT Doblò, carissima, ma disponibile. Vado per dare la mia patente e la mia carta di credito. Bene.

Secondo piffero.
Il bancoposta NON è una carta di credito e non posso neppure pagare in contanti. La Visa è rimasta a casa (a oltre 80 km dal luogo in cui mi trovo). Mio cognato garantisce per me, ma ora io sono il 2° guidatore e debbo pagare di più.

Alla fine, dopo 2 ore, esco dalla zona RENT A CAR e mi immetto nella meravigliosa rampa che accede al G.R.A. di Roma in direzione del viterbese. Bene: sono le 18.15 di venerdì 5 agosto e tutti si trovano lì.
2 ore dopo sono a casa.

L'arrivo a Fiumicino, il giorno della partenza, non è stato funestato da grossi problemi, a parte che alla riconsegna dell'auto, ho dovuto correre di qua e di là per pagare in contanti, visto che non potevo pagare con la carta di credito di mio cognato che non c'era, né con la mia. 
A parte ciò, il personale dell'Air France (tutto italiano) è stato efficientissimo e ringrazio tutti  per l'assistenza prestataci.

Un taxi pagato da Toyota assurances (così come il volo - tranne il passaggio del cane) ci attendeva a Roissy CDG. Non aveva un bagagliaio eccezionale (omologato), ma volevo tornare a casa al più presto, sicché ho detto al tassista: Si vous me faites confiance, Monsieur, je me charge de (= je charge) tout. Traduzione: «Se ha fiducia in me, penso a tutto io». Ho le unghie spezzate.

Alle 17h, dopo aver aperto la porta di casa, mi sono inginocchiata e come vidi fare al papa Giovanni Paolo II, ho baciato il suolo (il parquet d'ingresso).

Se non ci volete, ditecelo, però.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Che posso commentare? Il prossimo anno prima di partire fa benedire l'auto e tutta la famiglia! ciao Daniela

Artemide Diana ha detto...

Grazie, Danielita!

Mi raccomando, dì a Pat e ad Arnaud di stare attenti con la loro Toyota, ché l'antifurto elettronico è una pacchia per i ladri informatici (cfr. articoli francesi sul cosiddetto « vol à la souris »)

giacy.nta ha detto...

Immagino la tua rabbia. Tu vivi normalmente in Francia, in un paese dove esistere non è una corsa ad ostacoli; dunque, la tua delusione va moltiplicata al quadrato. Mi spiace Jacqueline, e penso che a bruciare di più non sia la perdita della macchina e le noie correlate...
Un caro saluto,
Giacinta

Artemide Diana ha detto...

Carissima giacy.nta,
sai che io non mi arrabbio neppure?
Sarà che la vita privata e intima - che non ritroverete qui - mi ha messo così a dura prova, che il furto di un'automobile è una «quisquila», direbbe Totò.
La delusione è in questa Italia, così come appare a me che rientro per pochi giorni ogni 7-8 mesi e che trovo sempre più «svaccata», anarchica, stanca, ubriaca, stressata, triste.
Un bacio

monteamaro ha detto...

Sarà che ho smarrito (purtroppo) la mia innocenza, ma non riesco più a considere la nostra Italia, tanto scalcinata.
Sai quanto me che abbiamo milioni di difetti, ma pure qualche pregio, per cui cara amica, torna pure allo Stivale, fai finta di star viaggiando in un thriller, in fondo paese che vai...fregature che trovi!
p.s. naturalmente per te, tanta solidarietà e simpatia.

Artemide Diana ha detto...

Grazie, caro.

valigiesogni ha detto...

Io continuo a chiedermi perché, perché diamine mi ostini a viverci in questo paese! Perché giuro, io non vorrei stare qui ad interrogarmi sulle ragioni per cui se trascorro una dozzina di giorni in Austria, scegliendo di muovermi solo con treno e mezzi pubblici, tutto funzioni magnificamente fin quando, al ritorno, non si arriva nei pressi di Bologna. Io non vorrei interrogarmi sul perché una normativa, approvata solo un paio d’anni fa, sia stata abrogata a Ferragosto, probabilmente senza neppure rendersene conto, dallo stesso governo che l’aveva pubblicizzata come la grande soluzione per la lotta alle ecomafie. Mi piacerebbe capire, prima della fine dell’anno, se il regime fiscale che si son inventati tre anni fa, e nel quale rientro, sarà ancora in vigore a gennaio prossimo (ma sembrerebbe di no) e cosa ne sarà di me. Però è prematuro chiederlo adesso, dovessi mai inventarmi una soluzione prima di dicembre...
Il signor valigiesogni sostiene che se andassimo via, perderemmo il gusto, e forse anche la possibilità, di lamentarci ogni sacrosanto giorno.
Non so bene come siamo, noi italiani, visti da fuori ma, a guardarci tra di noi, ultimamente non sembriamo così felici.
Lato positivo del tuo ultimo ritorno in Patria: le fantozziane denunce ai commissariati potrebbero costituire un’ottima base per un racconto. Ironico, tanto ironico…

Un bacio mia cara

Artemide Diana ha detto...

Mia cara valigiedeisogni (certo che ti scegli un nick così e poi dici che non partirai... vabbè),
io qui sdrammatizzo, ma dico la verità senza abbellirla.
Aggiungo la coda alla denuncia di furto, di qualche giorno fa.
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È passato un mese dal giorno del furto e del passaggio obbligato in un commissariato romano. Posso rescindere il contratto con la compagnia assicuratrice francese. Debbo però inviare anche un'attestazione sull'onore (= sotto la mia responsabilità) che l'auto non è stata nel frattempo ritrovata.
Telefono al commissariato. Per puro caso, mi risponde lo stesso (gentilissimo) ispettore presso il quale sporsi denuncia. Dopo avermi rassicurata sul non-ritrovamento della mia vettura, mi fa: "Signora, qui Bru*****a ci sta ammazzando. Ma perché mai non sono un impiegato francese? [...] Lei me la saluta, la meravigliosa Francia, vero?"
Tutta verità, lo giuro sul mio onore.

Artemide Diana ha detto...

Dimenticavo, Barbara: bacio.