mercoledì 1 giugno 2011

La Compagnia delle Poete come back

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Per gli amici che mi seguono qui e non su facebook, posto qualche foto dell'ultima performance della nostra Compagnia delle Poete in quel di Roma (quartiere Pigneto, Circolo Fortebraccio). Le foto sono state scattate durante la generale, in assenza di pubblico.


 Queste due foto di sopra le ho scurite io

 









Prima della generale, la prova tecnica (nei camerini)
foto di Vera Lucia de Oliveira (poeta)




Per gentile concessione, le foto sono tutte - tranne una - di Dino Ignani (clicca qui per vedere il suo sito con le sue bellissime foto) e ovviamente sono tutte coperte da copyright.

domenica 8 maggio 2011

LE VACCHE NORMANNE

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oggi


Sfilano come indossatrici

giovedì 5 maggio 2011

Uffa, che noia, che barba.

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Incostanza, il tuo nome è Jacqueline.

domenica 1 maggio 2011

Per il teatro giovane, il teatro alternativo...sono vecchia

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In qualità di semplice spettatrice, oggi pomeriggio sono andata a teatro nel 13e arrondissement, al Dunois.


Opera densa, testo impegnato scritto e messo in scena da Gilles Martin che poi è anche il regista teatrale con il quale mi preparo a debuttare a fine giugno, Future/No Future dura oltre 2 ore.

Il teatro Dunois è abbastanza alternativo e al posto delle comode poltrone rosse ha qualcosa che assomiglia a delle panche. Dopo un'ora ero estenuata: mi faceva male il collo, la schiena e avevo l'impressione di ritrovarmi un sedere di legno. Per non dire della voglia impellente di andare a far pipì (che mi son tenuta).
Che volete, si smette di essere alternativi e rivoluzionari... per motivi di età. 
La vecchiaia (la mia perlomeno) esige una certa comodità per le attività culturali. 

Tre attori professionisti e un gruppo di adolescenti. Tutti bravi.
Dimenticavo: Evviva il 1° maggio.

Il rispetto aprioristico per la gerarchia

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Ieri ho visto questo film, Stupeur et Tremblements di Alain Corneau, tratto dall'omonimo romanzo di Amélie Nothomb (Stupore e Tremori, Voland in Italia, costo tra i 7 e i 14€). Non amo lo stile cerebrale e autoincensatorio della scrittrice belga (quand'era all'inizio della sua notorietà, la incontrai nel treno EUROSTAR con un cappellone, un cilindro, tipo  quello della foto qui sotto, col volto bianchissimo - la cipria al riso di orientale fattura e le labbra rosso lacca).

Musée Grévin (www.linternaute.com)

Non amo il suo stile ampolloso, dicevo, quindi dopo qualche pagina ho deciso che non avrei letto più nulla di lei. Forse sbagliai, chissà (1).

Da qualche giorno ho fatto un abbonamento con la mediateca della cittadina in cui vivo e, tra l'altro, ho diritto al prestito di alcuni DVD. Ho preso a casaccio questo film. L'ho visto ieri ben conoscendo la passione della scrittrice belga per il Paese del Sol Levante (ove è nata e ha vissuto per i primi  anni della sua vita. Figlia di un ambasciatore, vivrà poi in Cina restando in Estremo Oriente fino ai 17 anni d'età).

Debbo dire che il film - gradevole (anche grazie a Sylvie Testud) - dà un'immagine talmente realistica (ignoro se reale) del Giappone e del suo rispetto aprioristico (e per me insensato) della gerarchia da farmi dire: se questa è la loro realtà, mai e poi mai vivrò presso i nipponici né accetterò queste loro regole.

P.S. Il film mi è piaciuto, nel senso che mi è rimasto ben impresso e che ha suscitato in me domande e riflessioni.
___
(1) L'opera narrativa di Amélie Nothomb è oggetto non solo di lauree, ma anche di dottorati di ricerca.

venerdì 29 aprile 2011

Le Altre, Accademia di Brera (Milano) 2011

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Noi, Le Altre
(cliccare sulla foto per ingrandirla)

sabato 16 aprile 2011

Buona Pasqua 2011!

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Caspar David Friedrich, Mattino di Pasqua

Festeggiando i 3 anni del blog con un po' di ritardo, 
auguro a tutti Buona Pasqua con un po' di anticipo.

Una Galeffi, per favore

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Avrei voluto mettere la Galeffi, ma la sua immagine (della Galeffi), mi ha regalato un trojan

Sì, vabbè. Ieri sera ho esagerato. Lo so: insalata russa, cetriolo con pomodori, pizza (3 pezzi), torta di panna e framboises, il tutto innaffiato da un Crémant gustoso.

Notte pesantissima. In casa non c'è la Galeffi, non c'è l'Alka Seltzer (ho appreso solo poco fa che è stata ritirata dal commercio). Di citrosodina nemmeno a parlarne da anni. E poi è un medicinale. Citrato, ci vuole!

Oggi non ho pranzato, tanto la pesantezza persisteva. Allora sono andata al supermercato, di corsa al reparto dove so trovare la mia Galeffi. Niente, non c'è, non sanno nemmeno cos'è (io la compro sempre lì), mi mandano al reparto medicinali alternativi. L'Alka? Il Diger? Che cosa sono?

Alla fine, ho comprato la Coca-Cola. Ha lo stesso effetto.

Evidentemente, i francesi non hanno problemi di digestione.

P.S. Per la cronaca, in terra di Francia, la Galeffi italiana la vende Carrefour. La commessa di Carrefour di Boulogne-Billancourt - rigorosamente asiatica come le sue colleghe - mi ha chiesto alla cassa: « Scusi, signora, ma a che serve?». Eh già, che non ci sono spiegazioni altre che in italiano.
Ho spiegato.

domenica 10 aprile 2011

Noi, gladiatori di tutti i giorni

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Lo so, lo so bene. Immagino di già tutte le riserve nei confronti di  questo film (anzi, di questo genere di film) di qualche anno fa.

Ma quel che mi interessa, qui, non è vantare le virtù o denigrare i difetti della storia o della regia. Per questo, c'è chi già l'ha fatto (clicca qui ma anche qui).

No. Quel che mi interessa sottolineare è che questo genere di film opera - in maniera prorompente - un accrescitore energetico di autostima, potenziatore della nostra volontà (con l'accompagnamento della musica, che gli dà in tal senso una gran spinta. Barilla l'ha capito benissimo qui lo spot).

Fase 1. Da parte dello spettatore (che ha amato il film, chiaramente), c'è dapprima una grande ammirazione verso Maximus (Massimo), il personaggio interpretato da Russell Crowe.


Non a caso, la politica italiana non esce dalle pastoie dell'uomo-simbolo, del condottiero, del magnate, del premier, dell'uomo integro... insomma, sempre di un uomo. Mentre un Paese adulto ha bisogno di credere nel valore di un'idea a mio avviso e semmai di un partito. E non di un solo uomo (sempre a mio avviso).
Ma lasciamo perdere la politica.

(Qui la versione italiana, con toni molto diversi rispetto alla voce originale di R.C.)

Fase 2. All'ammirazione fa seguito una forte proiezione identitaria (si vorrebbe essere come lui).  Ognuno di noi ha subìto un torto, ognuno di noi vorrebbe avere nella vita la possibiltà di cantarne quattro, di dire la sua verità, in faccia a un potente (o anche a un superiore, se se ne ha uno). Di gridare i torti subiti e di volerli riscattare. Maximus ci riscatta.

Fase 3. Alla fine, quando si esce dalla sala cinematografica (certo di maggiore impatto rispetto al DVD casalingo), si ha un po' tutti l'impressione di essere da qualche parte, in qualche angolo recesso del nostro cuore e della nostra vita, dei gladiator anche noi. Il tempo di arrivare a casa oppure l'indomani, la magia sarà scomparsa.

E invece, no. Manteniamola, questa energia: se ciò può darci la forza di intraprendere con maggiore fiducia incombenze (azioni, condotte, decisioni) che ci paiono pesanti e insormontabili, ben vengano, film come questo.
Perché noi lo siamo tutti, un po' Gladiator
E tutti i giorni.

E tutti i giorni vorremmo essere combattivi, guerrieri, onesti, leali, coraggiosi. Degni. E se ci pensate bene, possiamo esserlo con piena coscienza. Né in nome di un partito né in nome di una religione: per noi stessi, perché abbiamo stima di noi stessi. Perché gli altri non sono nemici, sono  pesone come noi, basta capirlo. Forza e passione, umanità e compassione.


sabato 9 aprile 2011

Carote di McDo (2010)

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Ma si può?!?

mercoledì 30 marzo 2011

La Compagnia delle Poete all'accademia di Brera

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Alcune poete al precedente spettacolo Madrigne (Trieste)

Ho vissuto nello scorso week-end ore intensissime.

Ore ed ore a ripetere per lo spettacolo di sabato sera (Le Altre, presso l'Accademia di Brera a Milano). E anche ore ed ore ad attendere che la regista (o art director, come si è definita lei) si facesse viva.

E noi nell'orto botanico, per non perder tempo, tutte donne, con la sola eccezione del soave marito della nostra capocomico (ma non facciamo ridere. O forse sì, chissà). E poi finire verso mezzanotte e perdere il treno che ci portava a nanna. Ma con quale allegria.

M'ero dimenticata quant'è bello stare tra donne, tutte diverse ma con uno sguardo comune pieno di compassione sulla vita. Tutte di nazionalità «altra» e con storie personalissime. Persone generose, tutte complici, tutte molto pazienti.

E com'è vero che una poesia recitata dalla sua autrice è diversa da come la leggi tu, lettrice, o come la legge un'altra poet(ess)a. E poi le parole dette e quelle non dette. E l'ammirazione che ho provato per le mie compagne di ventura.

E i nostri abiti neri. E le risate e il fatto di sentirsi a casa. Di non sentirmi sola.

(Grazie a: Mia, Eva, Brenda, Barbara, Adriana, Candelaria, Prisca e Laure)

martedì 22 marzo 2011

ho ricevuto il premio KREATIV BLOGGER AWARD e lo ridistribuisco

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Oggi - dopo tanto tempo - ho ricevuto un premio per il mio blog. Me lo ha attribuito Ivanalessia, titolare del blog Il libro eterno (clicca qui), e su tratta del premio Kreativ Blogger Award.
Ringrazio, incamero e passo all'adempimento delle consegne.




Quando si riceve questo premio si deve...

1) Trovare 10 blog meritevoli del premio
2) Avvisare i blog premiati
3) Raccontare 10 cose di me che non sapete

Ho scelto di premiare questi blog (in ordine sparso):

1. The Balcan Crew di Lina & Francesca e anche tanti ragazzi e ragazze della zona transadriatica;
2. Se rinasco faccio il cane di Gio
3. Baltica di Paolo Pantaleo
4. Cronache del pollaio di Valverde
5. Idee sparse di Clode
6. giacy.nta di giacynta
7. Frammenti  di Marella
8. Dystopia di Gio
9. Cercando la parola si trovano i pensieri di Paolo
10. Libri in valigia di Barbara

10 cose di me che non sapete ...

Ammesso che non le sappiate

1) Con gli auricolari a palla nelle orecchie mi capita spesso di ballare per strada mentre porto a spasso il cane (dovrebbero fare 3 cose di me)

2) Posso essere a dieta ma non posso fare a meno della mia moutarde Amora (= senape fortissima, di quelle che sturano il naso e ti fanno immediatamente localizzare le sinusi nel caso lo avessi dimenticato)

3) Da bambina mi è capitato di mangiare anche 20 paste al giorno (un pasticciere ce le regalava prima di buttarle)

4) Ho smesso di fumare quasi 2 anni e mezzo fa e incredibilmente mi sento bene

5) Il momento più rilassante della settimana è quando salgo sul treno che mi riporta da Caen a casa con una rivista, un panino e una lattina di Perrier

6) Mi piace andare al cinema la mattina presto presto, preferibilmente con mio figlio

7) Sono pigrissima, anche se tutti mi dicono che sono attivissima. Probabilmente lo sono perché so di essere un'ameba

8) Non perdòno ma poi dimentico

9) Detesto tingermi i capelli ma detesto ancor di più vederli bianchi

10) Amo (amo e basta)

lunedì 21 marzo 2011

Il finale televisivo

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Mi accorgo solo oggi che ormai la parola Arrivederci   a sigillare la fine o anche semplicemente il punto finale, insomma, il congedo dagli spettatori da parte di chi conduce una trasmissione televisiva è in genere espressa attraverso la parola:  pubblicità (con o senza punto esclamativo).




sabato 19 marzo 2011

Zeppole di S. Giuseppe (ricetta con foto)

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ZEPPOLE DI S. GIUSEPPE DI JACQUELINE


Oggi è la festa del papà. Fondamentalmente sono almeno 15 anni - se non di più - che ogni 19 marzo penso che se stessi in Italia potrei mangiare i bignè di S. Giuseppe. Fritti, naturalmente.

Ieri ho visto nella bacheca di una mia ex-studentessa di Erasmus, Elisa (bravissima tra l'altro), la foto delle zeppole da lei preparate. Le ho chiesto la ricetta e lei mi ha detto di aver seguito quella - VIDEO - di giallo zafferano (clicca qui). 

Io non ho avuto buone esperienze con i video di GialloZafferano, ma Elisa mi ha detto che la ricetta era buona e allora l'ho seguita anch'io. Con qualche differenza e qualche osservazione da dare a chi volesse ripeterla.

Gli ingredienti sono gli stessi. Giallozafferano dice che sono per circa 15 zeppole. 
A me ne sono venute 13 e piccoline (anche per colpa della MIA tasca pasticcera).

Cominciamo con:


1. INGREDIENTI PER LA CREMA PASTICCERA
  • 250 ml latte fresco intero
  • 3 tuorli
  • la scorza grattugiata di 1/2 limone
  • 30 g di farina
  • 60 g di zucchero
  • 1/2 bacca di vaniglia
Ognuno ha il suo modo di preparare la crema pasticcera. Io l'ho fatta così: 
ho unito i 3 tuorli allo zucchero, mescolando con una forchetta (niente frullino elettrico per questa ricetta! Tutto a mano) in una ciotola, poi la farina e un po' (poco poco!) di latte freddo per agevolare la fluidità dell'impasto. 
Intanto, il resto del latte va sul fuoco con la mezza bacca di vaniglia (tagliata in senso verticale per liberare i semini). Ci grattugiamo sopra la scorza del mezzo limone. Facciamo riscaldare dolcemente, sennò la crema si attacca alla base del pentolino e bisogna buttare tutto e ricominciare daccapo. Siate pazienti. 
Non faccio bollire il latte, tolgo la mezza bacca e verso il latte un po' intiepidito  (non l'ho filtrato) sul composto di tuorli zucchero e farina nella ciotola. Mescolo tutto insieme e poi verso di nuovo nel pentolino. Dolcemente (se avete la piastra del gas a induzione, la posizione è 4), girate girate girate (una faticaccia, 'ste zeppole). Poi quando è abbastanza denso ma ancora un po' fluido, spengete e versate il tutto in un contenitore basso. 
Metteteci sopra il domopack e mettete in frigo a raffreddare. 
Vi metto la foto:

Adesso passiamo all'impasto per le zeppole


2. INGREDIENTI PER L'IMPASTO DELLE ZEPPOLE
  • 250 ml di acqua
  • 70 g di burro (tagliato a tocchetti)
  • 3 uova intere
  • 150 g di farina
  • 40 g di zucchero 
  • la scorza di 1 limone
  • un po' di sale
Sulla piastra del gas e in una pentola di acciaio, metto l'acqua col burro, quando il burro è fuso e tutto bolle, spengo. Aggiungo un pizzico di sale. 
A fuoco spento, getto dentro la pentola tutta la farina e con il cucchiaio di legno giro e giro. 


Diventa tutto come una palla. Rimetto per poco sul fuoco (posizione 4) per addensare meglio. Poi spengo e lascio intiepidire.

In una grossa ciotola, riverso l'impasto e aggiungo zucchero e la scorza di limone grattugiato. Aggiungo un uovo intero alla volta e aspetto che sia ben integrato all'impasto prima di mettere il successivo. Metto la foto del primo uovo:


E fin qui tutto facile, solo un lavoro di braccia.
Il difficile viene ora. Tutto dipende dalla tasca pasticcera (le sac à poche) che avete
La mia fa schifo, quindi ho faticato molto a non far uscire impasto (e successivamente la crema pasticcera) dall'alto, dal basso, a non far cadere la bocchetta zigrinata (perché dovete pure azzeccare la bocchetta! Prendetela grande, non piccola come la mia). 
Partite dal centro e fate come una spirale (vi consiglio di seguire il video).
Comunque, una cosa intelligente è stata quella suggerita dal video giallozafferano: il ritaglio di carta forno sulla placca del forno imburrata. E poi far scivolare la zeppola con tutto il ritaglio di carta forno (da togliere dopo qualche secondo) nella padella con abbondante olio di semi fumante.




Controllare bene la frittura. Non esitate a rigirare le zeppole per farle cuocere anche all'interno:


Ora si mettono a riposare in un piatto con carta assorbente. Aggiungere un po' di zucchero a velo attraverso un passino.


Aggiungete la crema (sempre con la tasca, stavolta per fare prima non ho messo la bocchetta).

Sopra a tutto ho messo delle amarene snocciolate e sciroppate, le griottes dénoyautées au sirop (clicca qui). Ecco le foto finali. E credo che ci penserò bene prima di rifarle. 



Anche se debbo dire che sono ottime.
Anzi, lo erano.

venerdì 11 marzo 2011

Impressioni di mezza strada

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Camminavo con un sacchetto pesante sulle spalle. 
L'ho aperto e dentro c'era solo aria.

domenica 20 febbraio 2011

Siate felici

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photo Jacqueline Spaccini ©2011

Siate felici e se qualche volta la felicità si scorda di voi… voi non scordatevi la felicità!

(Roberto Benigni, Festival di S. Remo, 17.02.2011)


P.S. Volevo mettere la foto di Benigni sul cavallo bianco con la bandiera italiana, ma la sola apertura della foto su google immagini, mi ha regalato 9 virus sull'hard disk, che sto tentando di sopprimere

mercoledì 16 febbraio 2011

Sorprese da Londra

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GIORGIONE, The Sunset, London, National Gallery

La sorpresa più bella che mio figlio potesse farmi: mandare (un attimo fa) un sms per dirmi che sta davanti al Tramonto di Giorgione. Dopo anni di: «io al museo non ci vado più, con tutti quelli che mi hai fatto vedere...» (tra cui la National Gallery londinese).

Più che un tramonto a me pare un'alba. Di un nuovo giorno (come diceva quello).

venerdì 11 febbraio 2011

Gli uomini di UPAS

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il Fedifrago
Ma che hanno gli uomini di Un Posto Al Sole?

Sono innamorati, innamoratissimi,  e ciononostante basta che la loro donna abbia un raffreddore, si assenti un attimo o giri la testa e hop! la tradiscono.

ROBERTO FERRI (Riccardo Polizzy Carbonelli) E GRETA FOURNIER (Cristina D'Alberto)

La ex-cattiva Greta, esasperata dal fare di Roberto Ferri (che pure le aveva giurato profondo amore), partita da sola per Parigi torna indietro perché non vuole lasciare  "il suo uomo" in un momento di difficoltà e che cosa trova? Lui che sta facendo sesso sulla scrivania di casa con la sua avvocata di fiducia. E si arrabbia pure, Ferri, con Greta, e proprio non capisce perché lei faccia tante storie, in fin dei conti era solo per rilassarsi, solo sesso.
 

ILARIA (Francesca Perini) e FILIPPO (Michelangelo Tommaso)
Filippo (figlio di Roberto Ferri) cede alle avances di una sua impiegata (oh, basta poco, c'hanno una resistenza, 'sti uomini, che manco la cera accanto a una torcia), naturalmente è per l'occasione innamoratissimo - nonché enormemente preoccupato per la salute della sua amata Ilaria - e non solo ci va a letto (con l'impiegata), ma quando non sa più gestire la situazione (la tizia rompe), hop, la fa "promuovere" e trasferire in un altro reparto.

D'altra parte, come dicevano i latini?, Qualis pater, talis filius.

Speriamo che almeno nella vita di tutti i giorni, i maschi italiani siano un po' meglio.

(Se poi non conoscete le storie di Un posto al sole, non posso farci niente)

sabato 5 febbraio 2011

Le Flamenco et Moi

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Photo by Jacqueline Spaccini@2011

Dal mese di settembre seguo un corso di sevillana che (non è, ma) assomiglia parecchio al flamenco.

Non sono bravissima, anche se mi appassiona assai. Il problema è che non mi intendo affatto con il mio insegnante franco-sivigliano.

Io non sopporto lui e lui non sopporta me.
Quando decide di fare coppia insieme è una vera sofferenza per tutti e due.


venerdì 4 febbraio 2011

Ho sbagliato mestiere

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Ho sbagliato mestiere.
Non dovevo fare la professoressa, dovevo fare la confessora laica (= la psicologa).

sabato 29 gennaio 2011

Scoop 2: il sospetto si fa sempre più forte.

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Me l'hanno cambiato. Secondo me, gli extraterrestri l'hanno rapito e al suo posto hanno lasciato un clone che si muove, parla e pensa come lui, ma ha qualche ingranaggio che non funziona perfettamente.



Stasera a cena.
Lui: «Ma queste clementine non sono più come una volta...»
Io: ... «(?!?)»

Io: «Be', ti deve piacere il gusto del mandarancio..
Lui: «Che c'entra, scusa?»


Io: «Magari preferisci il mandarino»
Lui: «Ma le clementine sono mandarini!»

Io: «Le clementine sono mandaranci!»
Lui: «Macché, scusa, vuoi che non sappia distinguere un mandarino da un mandarancio?»

Io: «Mi pare evidente.»
Lui: «Guarda, ne sono sicuro. Clementina = Mandarino. Guarda pure su google».

Io: «No, guarda il frutto. Com'è il mandarino, così?»
Lui: «No, che c'entra. È più giallo, più basso, più largo...»

Io (quasi fiduciosa): «... E allora???»
Lui: «E allora questo è un mandarino francese».


 (Dopo un po')
 Lui: «Guarda che ora no, ma prima la facevo sempre io, la spesa! Che vuoi che non sappia leggere?»
Io: «Ma tu sei come cieco: guardi e non vedi.»

È un alieno o solo un marito dispettoso? E soprattutto: son tutti sintomi di vecchiaia, la nostra?  
Arcibaldo e Petronilla the Return.

Scoop! Ovvero: la vita non finisce mai di sorprendere

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Appunto, la vita non finisce mai di sorprendere. 


Il coniuge e io  (avrete capito che siamo come Arcibaldo e Petronilla), seguiamo (via web registrato) la puntata di Chi vuol esser milionario (la trasmissione condotta da Gerry Scotti), in cui  la concorrente, Michela De Paoli, ha vinto il montepremi in gioco.
Siamo alle ultime domande. Tentenno sulla penultima. Virtualmente, mi attesto sulla quota raggiunta e formulo quella che sarebbe stata la risposta (non ve la dico, ché se voleste parteciparvi pure voi...).
Peccato, l'avrei saputa. Ecco: arriviamo all'ultima domanda. 

È sulla Bibbia.
Mi sento forte. Pur essendo ateissima, ho avuto un passato di cattolica osservante praticante,  tutta casa e Azione Cattolica; volevo pure farmi suora. Leggevo tutti i giorni il Nuovo Testamento (il Vecchio, un po' meno, però). Ok, andiamo.

Secondo la Genesi, quale fu la prima azione compiuta da Adamo uscito dal paradiso terrestre?


Ecco le 2 possibili risposte (la concorrente ha chiesto il jolly del 50 e 50): 
a) offrì sacrifici a Dio; 
c) si unì ad Eva

Facilissimo! La C. (Il coniuge ha risposto sicuro: «È la  A!») . E intanto faccio salti perché accidenti, virtualmente, avrei vinto un milione di euro!

Mio marito mi guarda sgomento. Interdetto, diciamo. 

«Come, si unì a Eva?!?»

«E già, sennò come avrebbero fatto a mettere al mondo Caino e Abele?»

Silenzio. Pausa. Accenno di frase.

«Perché, Caino e Abele sono figli di Adamo ed Eva?»

 Con chi so' sposata, io. Ed è un uomo coltissimo, assicuro.  
Mi sa che stavolta, gliel'ho rivelata io, la trama.

sabato 22 gennaio 2011

Essere sbadati al cinema

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Oggi pomeriggio, al cinema di Saint-Cloud.
Alla mia sinistra una deliziosa vecchietta con auricolare e relativo marito con bastone.
Finisce il film, durante il quale la vecchietta più volte ripeteva: "Qu'est-ce qu'ils disent ? Je ne comprends pas !" (Che dicono? Non capisco!) e poi sbuffava ogni tanto quando non era d'accordo con l'andamento del film...

les 3 Pierrots à Saint-Cloud
Finisce il film. Ognuno raccoglie le sue cose. Io non trovo i miei occhiali. Li avevo. Nella borsa non li vedo. Saranno caduti. Dico a mio marito (in francese, ché è maleducato parlare in italiano quando gli altri possono ascoltarci): "Non trovo gli occhiali, debbono essere caduti. Vai avanti, ora li cerco".

E intanto penso che quando la deliziosa vecchietta e relativo marito mi avranno oltrepassata, li cercherò per terra.
Ma la deliziosa vecchietta mi dice: "Cerca qualcosa, signora?"
"Gli occhiali..." rispondo distratta.
"Fermi tutti! La signora ha perso gli occhiali!"

Sicché un esercito di deliziose signore e relativi mariti si è messo a cercare gli occhiali della sottoscritta, sotto lo sguardo costernato di mio marito.
Invano. 

Gli occhiali erano nella borsa.

venerdì 21 gennaio 2011

3 volte amore

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Mustang il nostro beagle JSpaccini@2010



Mio figlio borbottando tra sé, ma in modo da farmi sentire:


«Certo, mia madre dice amore al cane...»

E io rispondo: sì.

Chiamo amore mio marito,
chiamo amore mio figlio e
chiamo amore il nostro cane.

E nessun altro, però.

domenica 16 gennaio 2011

Contro coloro i quali raccontano le trame dei film prima che tu li abbia visti

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Proprio stasera, una volta di più, commentavo che non sopporto quando durante la trasmissione in cui ha invitato l'attore a pubblicizzare il suo film in uscita, Fabio Fazio non riesce a esimersi dall'anticiparne la fine, raccontandola.

Lo fa sempre.

Naturalmente, la scelta dell'ospite NON è casuale!
(Fabio Fazio e Russell Crowe)


Ma io il mio Fabio Fazio, ce l'ho in casa. Da anni, questo è motivo di discussione tra di noi, a tal punto che io ho sviluppato una tendenza opposta: non leggo nemmeno le trame per potermi godere appieno la storia. Certo, ciò comporta che a volte vada al buio, che spesso rimanga insoddisfatta (come l'altroieri sera con Io, loro e Lara), ma è pur vero che in genere sono una spettatrice di bocca buona.

Stasera c'era da vedere Invictus. Amo molto Clint.



Fino a stasera sono riuscita a dribblare tutto: trailers, spot diversi, manifesti (questo qui  sopra, lo vedo ora) pubblicità, commenti di amici, tutto. Ma non ho evitato il coniuge. Il quale dopo pochi minuti ha raccontato: a) il senso del film; b) la trama; c) l'epilogo.

Mio figlio che è un po' come me, ha spento l'xbox. Ci siamo alzati e il film noi due non lo vediamo più (perlomeno non stasera).

Serena Dandini e il suo divano di Parla con me
P.S. Oltre a prenderci in giro, il coniuge ha rilevato che gli argomenti erano per così dire di dominio cronachistico se non addirittura storico.

E questo è vero.
Peccato che io abbia la memoria sempre più corta (ormai mi batte solo Francesca Reggiani: cfr. intervento dalla Dandini, a Parla con me, qualche sera fa, clicca qui - esattamente a: 12'58" e ascolta ) e che nostro figlio sia nato nel 1992.

domenica 9 gennaio 2011

Scattar foto in bianco e nero alla Défense

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Oggi ne ho fatte tante, son venute anche piuttosto bene (il quartiere della Défense con le sue linee geometriche e regolari, vi si presta). Eppure quella che amo di più è questa (a prima vista banale):

le gambe di mio figlio Photo 2011©Jacqueline Spaccini

domenica 2 gennaio 2011

Cominciare con la testa sbagliata

11 commenti
Per errore, ho appena cancellato 5 dei vostri ultimi commenti.

Perdonate, amici, sono ancora frastornata per il viaggio.