martedì 24 marzo 2009

Poi non ci si chieda perché le genti li amarono e li seguirono....

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Tutti un po' rossicci di capelli, eh?


Un eccessivamente aitante Alessandro Magno
(Questa foto è di Giovanni Dall'Orto)

Napoleone nemmeno trentenne
Un affascinantissimo Niccolò Ugo Foscolo

il duro marinaio Beppino Garibaldi
(poi dici che dettero il ruolo a Franco Nero: identico!)

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Strategia per Stefano di Annamaria: prova a dirgli che sei una fan di Axl Rose (a proposito ora ho esattamente questo colore di capelli e la lunghezza suppergiù è quella)


Axl Rose da giovanetto
è del '62, ma attualmente
se li porta proprio male,
gli anni






lunedì 23 marzo 2009

La charlotte all'arancia e ricotta

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Questa ricetta è in onore di Angelo del fango.

Ricetta della Charlotte all'arancia e ricotta

Questa è una ricetta difficile solo per il risultato che resta un'incognita fino alla fine.
Andiamo per ordine. Fondamentale è avere uno stampo per charlotte di silicone (altrimenti, l'impresa è già perduta). Costano, ma se io l'ho trovato in Francia a 3€50, speranza per voi ce n'è in abbondanza.

Ingredienti:

3 tuorli
20 cl di latte
2 cucchiai di miele
4 arance
150 g di zucchero semolato
3 fogli di gelatina alimentare o colla di pesce (mi pare si chiami così, in Italia)
20-25 savoiardi [biscuits à la cuiller, doigts de dame, ladies finger]
250 g ricotta di mucca

Preparazione:

Abbastanza semplice.
latte e miele sul fuoco nel pentolino
Nel frattempo, mettete i 3 fogli di gelatina a sciogliere in acqua rigorosamente fredda per 5-10 mn,
la scorza delle arance (anche di 2, poi si può aggiungere 1 cucchiaio di fior d'arancio) da aggiungere sul fuoco caldo.
Altrove, avrete sbattuto i 3 tuorli con lo zucchero fino a spuma biancogiallina.
Togliete il pentolino dal fuoco e aggiungete la crema di tuorli e zucchero. Vi aggiungete anche la metà della spremuta delle 4 arance. Poi di seguito i fogli di gelatina, ben strizzati.
Fate raffreddare un attimo.
Aggiungere la ricotta e mescolare il tutto.

Ecco la parte meno simpatica.
La base dello stampo di charlotte (se non avete quella in silicone, provvedete a foderare i fianchi del vostro contenitore con domopak trasparente) e i fianchi scanalati vanno tappezzati di savoiardi inzuppati nella spremuta di arance avanzata (se le vostre arance non avevano tanto succo... spremetene altre).
Io ho in parte sbagliato, perché non mi sono fidata di lasciare le parti di fianco senza savoiardi (cioè ho tappezzato tutto, dovendo spezzare qua e là i savoiardi troppo lunghi, etc.).
Perché non mi sono fidata? Perché ho voluto montare a neve ben ferma gli albumi delle tre uova e incorporarli all'impasto, all'ultimo momento.

Ciò ha reso estremamente morbido l'impasto (cfr. foto qui sotto) che ho riversato nello stampo tappezzato di savoiardi imbevuti di spremuta di arance sanguigne. Sicché non sono state sufficienti le 2h previste nel frigo.


Dopo 2 ore - inutilmente passate lì - ho passato stampo e contenuto nel freezer. Tutta la notte e tutto il giorno fino alle 14h. Non era diventato un sasso; anzi.

Guardate le foto per il risultato finale.


Che ve ne pare? Non va rimessa in freezer, eh.


Io ho assaggiato una delle due fette qui tagliate: da sturbo.

domenica 22 marzo 2009

Quando troppa tela e quando niente camicia...

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Amo i Negramaro.

Sensazioni, stati d'animo, malinconie

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Un caro amico mi ha chiesto perché sono in silenzio da quasi una settimana.
La verità oggettiva è che ho tanto da lavorare, da scrivere e per l'università (preparazione esami parziali e finali scritti e orali) e per me (articoli, conferenze e recensioni).

Poi c'è la verità soggettiva.
La esprimo con questi tre quadri di David Caspar Friedrich:

come mi sento oggi

come mi sento quando ho un attimo di respiro

come penso che la mia mente finirà.

Il principe ballerino, Re per una notte

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Che Paese è quello in cui una trasmissione basata sul ballo nel quale si cimentano (con risultati disparati) goffi e improvvisati ballerini fa 60% di audience perché i neofiti ma giudiziosi alunni di ballo sono persone più o meno conosciute (e forse anche perché ognuno di noi vorrebbe saper ballare come un professionista)?

E che Paese è quello che incorona per la vittoria finale un principe, sia pure non esercitante le sue funzioni, come Emanuele Filiberto?

È una cosa negativa oppure positiva?
Significa che il Paese lo vede alla stregua di un attore di telefiction, di un imitatore o di un ex-calciatore famoso per la bellezza?
E lui che pensa? Il suo è un escamotage per conquistare i suoi futuri sudditi prima di tutto attraverso il cuore? Oppure è davvero un fanciullone cui la vita ha dato tutto e nel cervello non ha niente altro che un desiderio smodato di popolarità?

Chi ci capisce è bravo.
Vediamo che succede quando Berlusconi non ci sarà più (oh, persino Mussolini non è andato oltre i 22 anni di comando!).
Vediamo se Fini sarà l'alternativa (mi sento male a dirlo, ma tanto vale essere pragmatici).
E la sinistra? Sarà definitivamente morta, come dice Benigni: si ridurrà a un'indicazione di direzione stradale?

Intanto speriamo di esserci, per vedere.
Intanto proprio non sono riuscita a seguirla, la trasmissione. Meno male che c'è yahoo con 'ste notizie importantissime...

Ma forse sarebbe ora che ci si desse una mossa, in questo Paese, cui mi ostino a lasciare la P maiuscola.
Lo dice una che neanche ci sta più, in questo Paese, l'Italia.



sabato 21 marzo 2009

Un anno di blog

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Il mio blog compie un anno di età. Il 22 marzo 2008 mi affacciavo timidamente qui.

Festeggio con questa torta (ché magari sapessi farne così, come ne fa Cinzietta - che non conosco):


post n. 413.

venerdì 13 marzo 2009

Plum-cake Two Colors della Preistoria

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... della Preistoria, perché è un dolce che ho fatto la settimana scorsa.


INGREDIENTI:
Per sei persone
300 gr di farina
300 gr di zucchero
150 gr di burro [io uso quello coi grani di sale di mare incorporati che dà uno zinzino di sapore in più]
5 uova intere (di quelle grosse grosse)
150 ml di latte [ma io ho usato la panna liquida]
una bustina di lievito (secondo me, mezza bustina va bene e pure niente, se burro e zucchero son venuti belli spumosi. A un certo punto, ho temuto che debordasse sul fondo del forno, il dolce)
2 cucchiai di cacao amaro

1 cartoncino rigido
1 stampo di plum cake 25 cm


PREPARAZIONE:

Molto semplice.
Lo zucchero con il burro ammorbidito, fino a spuma (con il frullino elettrico), la farina, le uova a sbattere una alla volta, la panna liquida, il lievito.
Il composto così ottenuto, lo divido a metà, versandolo in una terrina dove lo attendono due cucchiai di cacao amaro. Mescolo tutto (cfr. foto). Faccio in fretta, ché ho versato il lievito...


L'unico problema, a questo punto - almeno per me - è stato quel pezzetto di cartoncino che forse si vede nella prima foto (ricavato da scatola di tisana ai fruits rouges). Vi spiego perché.

Per fare in modo che il dolce sia bicolore, ma per davvero, occorre mettere un cartoncino (se avete qualcosa in plastica, meglio) a metà dello stampo, a mo' di barra separatrice. La difficoltà sta nel: farlo star su, mentre si versa una prima parte di impasto bianco da una parte e di impasto nero dall'altra, per poi ripetere l'operazione, ma alla rovescia: dove hai messo il bianco, metti il nero, sopra il nero metti il bianco.
Alla fine ce l'ho fatta, chiamando anche il marito che a ragione si reclama fratello nell'anima di Alfonso Nitti, Emilio Brentani e Zeno Cosini.

Ecco il risultato:

E qui sotto tagliato a metà, per vedere l'interno:



Naturalmente, poi ho aggiunto un po' di zucchero a velo sopra.

Talons hauts...

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67 sono i chili e 8 i cm dei tacchi.
Peggio dell'acqua minerale di Meissner: altissima, levissima... serissima.

martedì 10 marzo 2009

Fase II: dall'interno all'esterno. Attacchiamo con Pilates.

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Ecco qua.
Finita la dieta, finita (ma in realtà continua) la via crucis della pulizia interna, del réaménagement alimentare, attacchiamo con la struttura corporea.

Per via degli acciacchi che il mio corpo si porta appresso da anni (dice mio fratello minore: Non hai capitalizzato, non hai investito sul tuo corpo. Assolutamente vero), non posso andare in palestra e fare qualunque esercizio mi passi per la testa. E in realtà è assai difficile che mi passi per la testa di fare un solo esercizio.

Ma prima facciamo un bilancio (più per futura memoria mia, che per voi che leggete). Dal libriccino nero in cui ho tutto annotato:

Dieta
Durata: 2 mesi (8 gennaio-8 marzo 2009)
Peso iniziale: 75, 4 kg. ------- Peso a oggi: 68,3 kg.
Massa grassa (Fat) 32 ------- 29
Massa idrica (Water) 48------ 50

Centimetro alla mano, scriverò solo la riduzione (un po' di pudore de la dernière heure):

girovita ........... - 13,5 cm
girofianchi....... - 8 cm
bacino (non è come girofianchi!) .... - 6,5 cm
giro coscia dx... - 9,5 cm
girobraccio sx....... - 3 cm
girocaviglia sx .... - 2 cm.

La dieta che ho seguito è quella dissociata [simile a questa], che però per i primi 20gg non prevede né pane né pasta; poi o pane o pasta, ma solo al pranzo di mezzogiorno. Spuntino obbligatorio a metà mattinata e a metà pomeriggio (frutta). 2 caffè al giorno (non ho obbedito). 1 cucchiaio di olio a pasto. Zuppa di verdure: obbligatoria la sera. Carne, pesce, verdura, insalata, ortaggi e legumi (questi ultimi, io non li ho presi per nulla). Niente vino, come unica bevanda, l'acqua - liscia (io ho preso la Vittel, perché sgonfia subito le caviglie). Negli ultimi 14 gg non sono dimagrita nemmeno di un etto.

E ora passo alla seconda fase.
Pilates.
Poiché non ho tempo né soldi per andare a un centro Pilates (dai 18 ai 35 euro a seduta, qui), ho comprato DVD e libriccino Pilates. Con lo yoga, sarei scoppiata a ridere, quasi subito: non fa per me.
A ogni buon conto, garantiscono risultati fin dalla decima seduta: vi saprò dire.

Intanto da due giorni, ho iniziato questo esercizio - che ricordavo fin dai tempi in cui di Pilates non si parlava, ma a dire il vero nemmeno di doppio mento (metto appositamente un video in cui la persona non è una splendida ragazza che coi miei problemi non c'entra nulla):


L'esercizio dell'uuuuuuuuuu e dell'iiiiiiiiii

Va da sé che mi sono fotografata il mento (che non vedrete mai, voi), prima.
Per fare il confronto, poi.

venerdì 6 marzo 2009

AQUARIUS, ristorante vegetariano del XIVe arrondissement

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Oggi pranzo vegetariano con il mio amico Eugenio in una parte simil-popolare di Parigi. Fermata métro: Plaisance (o Pernety).



Eu, che sa che sto a dieta, è premuroso e mi consiglia di saggiare un piccolo ristorante vegetariano a mezzogiorno (rue de Gergovie).



Meno male che a quell'ora eravamo già seduti, ché il locale si è ben presto riempito (tutte donne... o quasi).
La cameriera-padrona (anche cuoca?) è rapida - si capisce che va a sbalzi di umore e che oggi le girava bene, piuttosto bene, diciamo -.



Ordiniamo un normalissimo piatto di crudités per iniziare. La cosa divertente è che l'aceto si spruzza come spray e l'olio è per davvero con il contagocce! Poi io prendo una cosa che assomiglia alla polenta con contorno di zucchine, peperoni e lenticchie (ahimè col cumino che io detesto, perché il suo sapore mi ricorda - sinesteticamente - l'afrore di ascelle sudatissime). Quel che prende Eugenio è buono, ma non ne ricordo il nome.




Per ultimo, ordiniamo un gâteau au fromage blanc (dolce alsaziano) con coulis di fruits rouges (salsina ai frutti di bosco). Soddisfatta e... ottimo il pane (lettore disorientato: a pranzo ho diritto al pane!) al papavero (cioè, con semi di papavero).



(questi due innamorati mi piacevano assaissimo)

Poi passeggiata con Eu per rue des Thermopyles (da chiedersi se siamo ancora in una Parigi targata 2009) e caffè all'Entrepôt, mixer di cinema, teatro, sala per lettura poesie, sala concerti su piano o jazz, ristorante, bar... Una bella idea, questa di oggi.



Ancora uno sguardo a rue des Thermopyles... senza auto, senza parcheggi.


Così.

martedì 3 marzo 2009

Parole chiare: il socialismo secondo Sandro Pertini

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Ogni tanto fa bene sentir parlare chiaro.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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Cara Webmaster,
leggo con assiduità il suo blog, ma le confesso che da ultimo mi ha determinato un qualche significativo disorientamento.

Tempo fa, infatti, appresi che lei aveva deciso di intraprendere una dieta e, avendo problemi analoghi, decisi di seguire con attenzione i consigli che dispensava in materia con una ricchezza di dettaglio che non potei fare a meno di apprezzare.

Da ultimo, però, lei ha cominciato a pubblicare ricette su ricette, spesso accompagnate da foto molto attraenti! Come fare a resistere allora alla tentazione e lasciare nel cassetto i propositi di dieta? Ma al tempo stesso la domanda sorge spontanea: la sta a fa' sta dieta oppure no?
Con ossequio,

Un lettore disorientato

Piumina, in italiano (la mamma ideale di mio figlio fin dai suoi 5 anni)

Caro lettore disorientato,
si rassicuri.Seguo la dieta alla lettera da quasi 2 mesi e al momento ho perso 7,5 kg.

Tuttavia, il fatto è che non vivo sola e che toccando a me l'incombenza (il felice compito, altrui direbbe) di cucinare, avevo davanti due possibilità: a) mettere tutti a dieta con me; b) compensare l'assenza di una certa quantità/qualità di cibo per me mettendola a disposizione del resto della famiglia.

Ora, caro lettore disorientato, come lei probabilmente sa, figlio e coniuge di casa mia sono lunghi lunghi e magri magri. Potevo metterli a dieta con me?

Sicché mi sono trasformata - ma solo per questo breve periodo, per carità - in quell'immagine di moglie (quasi)perfetta e di mamma Piumina (ricorderà, la mamma buona di Paperon de' Paperoni, che sforna torte e amore - no, non la confondo con Nonna Papera. Sono ferrata in materia).
Se sapesse quante altre ricette non ho pubblicato (io guardo mangiare ma non mangio quel che preparo loro)!

Torniamo a noi. Lei deve mettersi a dieta. Lei è persona rigorosa e pragmatica.
Come me. Dunque mi permetterò di darle dei (buoni) consigli.

Regola n. 1 avere a disposizione centimetro, quaderno e penna. Aggiungere una bilancia casalinga (possibilmente nuova e di uso strettamente personale)
Regola n. 2 non barare mai
Regola n. 3 annotare i cambiamenti peso e cm in positivo così come in negativo
Regola n. 4 darsi una scadenza (2 mesi, per esempio)
Regola n. 5 concedersi una deroga, un vizio costante. Il mio è il caffè. Ufficialmente ne posso bere max 2, in realtà arrivo a berne 7. Poiché il problema è lo zucchero che lo accompagna, dopo essere scesa a una zolletta, ora mi impegno a passare a mezza, e fra una settimana a zero zollette. Ma il vizio del caffè resta, giacché non intendo essere santificata.
Regola n. 6 guardarsi allo specchio. Sempre. Senza pietà. Arriverà il giorno in cui si noterà la differenza con prima.
Regola n. 7 fare la spesa della settimana con il menu pronto (il mio è attaccato alla porta del frigorifero)
Regola n. 8 ricordarsi che è come un compito. Se si è stati buoni scolari...

Ecco qua, lettore disorientato. La bussola è tornata a posto?

Con gratitudine,

la sua webmaster di fiducia


domenica 1 marzo 2009

Gâteau à l'orange - Torta all'arancia

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Le gâteau à l'orange - ovvero la torta all'arancia - è una ricetta che ho trovata in questo delizioso libriccino:


Molto semplice a farsi e un po' diversa dal solito ciambellone o pizza margherita che dir si voglia.

Ingredienti:

300 g farina da setacciare o di quella che non fa grumi
3 uova (da dividere in tuorli e albumi da montare a neve)
150 g zucchero
75 g burro morbido
2 arance (di cui si userà succo e scorza grattugiata)
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale (per montare gli albumi a neve)
1 cucchiaino di fior d'arancio (aggiunta mia alla ricetta del libro)
1 po' di zucchero a velo (aggiunta mia)

1 teglia di max 22 cm di diametro imburrata e infarinata
forno preriscaldato a 180°


Preparazione:

Sbattere insieme tuorli e zucchero, poi dopo un po' incorporare il succo delle due arance e la loro scorza grattugiata (tutta, usando la grattugia più piccola).
Io qui metto anche un cucchiaino di aroma di fiore d'arancio.

Aggiungere poi la farina setacciata e il burro ammorbidito (non fuso, però). Mescolare.

Prima di aggiungere la bustina di lievito (sempre da setacciare), monto ben bene gli albumi.
Incorporo lievito e albumi a neve. Mescolo delicatamente dal basso verso l'alto con un cucchiaio di legno e quando il composto è ben amalgamato, metto in forno per 30 minuti.

Ho aggiunto dello zucchero a velo e nel tondo (a mo' di arancia) ho spennellato con un po' di marmellata di ... no, non avevo quella di arancia. Ho messo il miele.

sabato 28 febbraio 2009

Una gita a Orléans nel Loiret

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giovedì 26 febbraio 2009

26 febbraio 2009 : Anniversario di matrimonio

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Il mio.
20 anni di amore [Sono stata corretta: 21!].
19 di convivenza.
1 figlio di quasi 17 anni.
E oggi 15 anni di matrimonio.
Con Gabe.


Cena in un ristorante molto chic sulla Senna, Quai Ouest. Costato praticamente 3 mesi di no-sigarette.

Ne valeva la pena. Stasera niente dieta. Ho bevuto Bourgogne pinot nero dopo quasi due mesi di astinenza vino. Ho anche bevuto una coppa di champagne.


Lascio immaginare


Zmouk
envoyé par guslegus


(il nostro tavolo era vicino al vetro, con vista sulla Senna)

martedì 24 febbraio 2009

Mc Donald's e il mio linguaggio visivo

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Mattinata di spese col figlio a Parigi.

È tempo per lui di comprare un nuovo paio di scarpe - rigorosamente da ginnastica (termine stantìo: ginnastica) -. Naturalmente, da Foot Locker. Quello di rue de Rivoli. Una specie di pellegrinaggio, un'ora tra bus e métro.
Perché non ci va da solo? Io mi compro le scarpe da sola dall'età di 10 anni. Lui no, ha bisogno dell'approvazione materna, sia pure "scontata": sì alle scarpe che piacciono a lui; no alle altre.

Missione compiuta in poco tempo. E siamo passati a 44,5. Le scarpe costano davvero tanto, ma i suoi occhi brillano ed è un figlio che non chiede mai nulla.
Salto al supermercato C&A (una specie di Oviesse, per chi non conoscesse) per me: un paio di jeans? Non c'è tempo e arraffo al volo due magliette, il cui unico pregio è che costano pochissimo e che non sono - une fois n'est pas coutume - nere.

- Mamma...
- Sì, ho capito. Hai fame e vorresti andare a mangiare da Mc Donald's, però siccome sai che dobbiamo rientrare per pranzo a casa, ti accontenti di un hamburger.
- ... Sì.

(proprio questo qui sopra)

Ognuno fa una fila, così si guadagna tempo. Arriva il mio turno e chiedo un hamburger, specificando che lo voglio Royal Cheese.
- 2€95.
Mentre pago già perplessa butto l'occhio sul prezziario (in alto di fianco a sinistra, perché difficile è più bello) e dico:
- Scusi, ma costa 1€95!
- Lei ha chiesto un hamburger e un royal cheese...
- No, io ho chiesto un hamburger specificando il tipo. Un hamburger, due punti, royal cheese. Non ha fatto caso ai due punti?
Dopo vari casini per ridarmi il resto (tra l'altro mi chiede di dargli 2€ così mi dà 5 cts - invece di chiedermi 5 cts così mi dava 1 €), usciamo dal locale.

- Mamma, devo proprio dirlo: da oggi sei ufficialmente una str....! Guarda, vorrei sotterrarmi. Vabbè, altra materia per il tuo blog.
- Beh, la prossima fai da solo, bello mio. Io ti aspetto fuori.

Ma dico io.
_________

P.S. La matematica spicciola ancora la conosco. Avrebbe dovuto ridarmi 1€, il tizio, e non 95cts. M'è parso eccessivo protestare.

sabato 14 febbraio 2009

Crostata di ricotta e cioccolato (ricetta)

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Ricetta nata dal connubio di altre due, visionate su internet e da me parzialmente modificate.


Ingredienti:

per la pasta frolla

250 g di farina
100 g di zucchero
150 g di burro
3 uova intere
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1 arancia
2 cucchiai di essenza di fiori di arancio

per la farcia

250 g di ricotta Rettifica: meglio 500 g!
15 cl di panna liquida meglio 25 cl!
100 g di gocce di cioccolato
40 g di zucchero meglio 80 g!
1 uovo
un pizzico di cannella
1 cucchiaio di essenza di fiori di arancio

Preparazione:

Mescolare gli ingredienti per preparare la pasta frolla (per me, difficile a farsi). Inizialmente, la ricetta prevedeva 3 tuorli, ma l'impasto era troppo secco e allora ho reintrodotto gli albumi, a filo.
Ho anche dovuto aggiungere (solo esternamente) parecchia farina intorno alla palla di pasta - molto collosa - che ho formato e avvolto nel cellophane, riponendola nel frigo per 30 minuti.


Nel frattempo ho mescolato gli ingredienti della farcia, con la massima delicatezza.

Ho poi preso lo stampo (cfr. foto finale), l'ho imburrato e infarinato. Ho preso la palla di pasta frolla che ho - con fatica, eh - steso col matterello e adagiato sul fondo dello stampo, alzandolo ai lati per fare il bordo (cfr. foto finale). Rovesciato all'interno la farcia e livellato. E aggiunto le striscioline canoniche.

Il forno era già caldo e a 180°C.
Poiché si dice che questo tipo di crostata brucia facilmente, l'ho fatta cuocere per 45', ma a partire dal 25esimo minuto, sono andata a controllare la situazione ogni 5'.

E poiché oggi era S. Valentino, ho aggiunto due cuori fatti con la pasta e pennellati - una volta cotti - con marmellata di fragole. All'ultimo momento, ho messo anche lo zucchero a velo, coprendo i cuori con carta stagnola. (clicca qui)

Domani a pranzo la si mangerà. Cioè, gli altri mangeranno.
Io sono sempre a dieta (in compenso, dall'8 gennaio a oggi, ho perso 6 kg).

Dopo averlo gustato e a detta dei commensali:
Il sapore era ottimo. Tuttavia la densità della pasta frolla (probabilmente perché fatta a mano) era tale che ci sarebbe stato bene il doppio della farcia. Ci è andato benissimo come accompagnamento un Crémant du Jura Chardonnay (Philippe Michel, 2006): delizioso, un rien séduisant, très discret.

In onore a LaDani che ha preparato la mia ricetta, ecco di seguito la foto della sua magnifica crostata... anzi, lei l'ha chiamata la Torta Jacqueline... ;)))


la foto (nonché la torta) è della signora LaDani





venerdì 13 febbraio 2009

In questo mondo di... Ex (film di Fausto Brizzi)

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Siamo (stati) tutti gli ex di qualcun altro.
O forse lo saremo.
Forse nel cuore dell'altro già lo siamo da tempo.

E questo filmetto gradevole e molto divertente, ma che fa anche riflettere, non vi dispiacerà.
Il cast è pieno zeppo di attori noti per lo più al pubblico televisivo (Fabio De Luigi, Carla Signoris) : ma si è televisivi teatrali o cinematografici a seconda di chi ci fa mangiare. Un attore è un attore e basta. C'è anche una partecipazione straordinaria di Enrico Montesano (passata la sbornia politica).

Qualcuno fa il conduttore-presentatore (Claudio Bisio, Flavio Insinna) da così tanto tempo che ci siamo dimenticati che è nato come commediante. E poi ci sono i mostri (con)sacr(at)i italiani, vuoi per bravura (Silvio Orlando, Vincenzo Salemme), vuoi per avvenenza (Alessandro Gassman, Cristiana Capotondi). Qualcuno è molto simpatico (Gian Marco Tognazzi jr.), altre sono ex belle giovani attrici (o ex belle o ex giovani: Claudia Gerini, Nancy Brilly - la quale, sì sono perfida, dichiara di essere nata nel '64 e ha un anno più di me). Due francesi (è una coproduzione): Cécile Cassel (la cognata di Monica Bellucci) e Malik Zidi.

E in questo film corale, tutto sommato ultra-ottimista, lo spettatore, la spettatrice - insomma, la sottoscritta -, si cala pian piano nel sedile della sala, ci scivola quasi dentro, cercando quale sia la sua storia o meglio la storia alla quale potrebbe (vorrebbe?) identificarsi.

Io la mia l'ho trovata.


Come sempre, com'è nella vita, le donne hanno le spalle più larghe e lo sguardo lungimirante.
Ma non è che serva a granché.

Bellissima fotografia, quella della Nuova Zelanda. La Terra di Mezzo.
Fa venire voglia di andarvi ad abitare.
Magari in una prossima vita. Chissà.




Malik e Cristiana: l'amore quando è giovane vince tutto




Flavio e i dubbi: l'amore terreno o quello divino?



Nancy e Vincenzo. Si può tornare ad amarsi anche se si è (pessimi) genitori?



Cécile, Alessandro e Fabio. Ci sono ex che non si arrendono mai.



Carla e Silvio: ci sono mariti che non capiscono nulla. Ma proprio nulla, eh.



Alessandro. Ci sono violenti che ancora non hanno capito di essere fragili.




Claudio. Ci sono uomini che non sono mai diventati adulti.


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Dimenticavo! Se un uomo si imbattesse per caso in questa pagina, ricordi: oggi è S. Valentino. Anche se tutte le donne dicono che della festa non gliene frega niente, non è che ci dispiace proprio ricevere oggi fiori e cioccolatini, una bella bottiglia di spumante o un cinema, una passeggiata in centro, un bacio sulla nuca. Perché sarà pure vero che non è questo il solo giorno in cui ricevere queste attenzioni... ma a volte per qualcuno non ci sono altri giorni in tutto un anno.
Mi raccomando, eh?
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