domenica 21 giugno 2009

Il gioco delle parti: se io e lui fossimo un fumetto

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Eccoci qui, tutti e tre

Io e lui recitiamo da anni un canovaccio, la cui trama di fondo si basa sui nostri cervellotici battibecchi di fronte agli amici.
Fondamentalmente, il soggetto ruota sempre attorno alla mia gelosia (nonché atteggiamenti di prevaricazione) e alla sua distrazione (nonché inattendibilità nel raccontare i fatti).

È un gioco che ci diverte recitare.
Succede che alle volte si debba spiegare che è un gioco.

Certo è che mio marito ed io non potremmo mai essere Dagoberto & Blondie (cioè, lui Dagoberto sì; io Blondie proprio no).


Semmai Paquita e Pedrito el Drito (solo che lui non è un - né fa il - "dritto").



Oppure (vista l'età che avanza) Arcibaldo e Petronilla (ma quanto sono antipatici, però).



Siamo stati anche Carmencita e il Caballero, ma non ricordo più se chiusi il gas (quando andai via con lui). Ommioddio!



martedì 16 giugno 2009

Ricette con foto di: confettura albicocca, torta al cacao

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Sabato ho fatto la prima (spero non ultima) confettura della mia vita.

Ricetta confettura di albicocche

Avevo 1k scarso (noccioli compresi) di albicocche mature ma non maturissime. Ho preso 750 g di zucchero semolato (lo zucchero normale, insomma) e un pochino d'acqua. Avevo 3 vasetti di vetro con tappo di quelli Bonne maman (come si evidenzia dalle foto).
Se avessi avuto una bustina di fruttapec (nella sua versione francese), l'avrei usata (riduce i tempi di cottura: da 1h a 3 minuti), ma poiché non l'avevo...

Procedimento:

lavato, asciugato e tagliuzzato le albicocche (lasciando loro la buccia).


In una casseruola messo 750 g di zucchero (meno se non si ama la marmellata troppo dolce) e sopra le albicocche a tocchetti non troppo grossi.


Messo a cuocere aggiungendo un po' di acqua (ma poca) per non fare attaccare. Io ho la piastra a induzione (più potente del gas) e l'ho messa a vol. 6-7.

Continuando a girare di tanto in tanto, dopo un'ora e un quarto ho spento il gas. Nei limiti del possibile, la schiuma bianca che mano a mano si forma VA TOLTA.

Versando immediatamente albicocche e sugo di cottura nei barattoli di vetro ricolmi, ho chiuso gli stessi e rovesciati (per far uscire l'aria, per sterilizzare il contenuto, per metterlo al riparo da muffe).


Sono rimasti così finché i barattolini non sono diventati freddi.


Rimessi nella posizione normale, ho preferito metterli in frigo.

* * *
Ricetta torta di cacao con ingrediente segreto (che ora non sarà più tale)

Ingredienti:
100 g farina
50 g cacao amaro
180 g zucchero
3 uova intere
1 dl di latte (100ml)
1 vasetto di yogurt - l'ingrediente segreto -
1 bustina vanillina
1/2 bustina lievito
180° forno preriscaldato
40 minuti di cottura


Procedimento:
Con uno sbattitore elettrico (a mano, se non ne avete), mescolare uova con zucchero, sbattere tutto fino a crema spumosa, aggiungere latte + yogurt e sbattere. Poi cacao, farina bianca, vanillina e per ultimo il lievito. Lo yogurt andrebbe bianco, ma io avevo ciliegia e ho messo quello.
Versare tutto nello stampo precedentemente imburrato e infarinato (diametro max: 22 cm; se 20, la torta viene più alta). Lo yogurt conferisce un carattere soffice che in genere le torte al cacao (proprio per la presenza del cacao) non hanno.
Optional: zucchero a velo, decorazioni in zucchero (tipo roselline, foglie).
Per fare la griglia, ho preso un foglio di carta resistente e fatto un po' di striscioline.

versione carrée




domenica 14 giugno 2009

LA WOODSTOCK non è un'americanata. Idee-regalo.

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Idee originali e naturali per i vostri regalini



Pubblicità progresso


C'era una volta una ragazza milanese detta la Woodstok, per via della somiglianza con il celebre uccelletto di Peanuts.
Mi pare che quella volta lì io fossi Snoopy.

Questa ragazza che è un genio soprattutto quando si tratta di usar le mani, sceglie il nome del suo sito commerciale e lo chiama La Woodstock (se clicchi sul nome, puoi rendertene conto anche tu) e peggiora le cose, scrivendo tutto in inglese.

E gli italiani, allora?

Ah, è una che vende, direte voi. Beh, è una che prima ancora

concepisce
inventa
esperimenta
costruisce
fabbrica

e poi - solo poi - mette in vendita i suoi manufatti in un circuito perloppiù frequentato da americani.

Ed è un peccato, ché - conoscendola bene come la conosco io - i suoi lavori sono perfetti.
E unici al mondo. E vogliamo dirlo, ma sì: nemmeno cari, il giusto prezzo (grosso modo, 25 $ USD = 18€).
Perché gli italiani non potrebbero fruirne?
E allora mi faccio da tramite, suggerisco.

Questi sono solo alcuni esempi di creazione di La Wood. Le foto sono tratte dal suo album web (clicca qui) e transitano da queste parti per gentile concessione.

Gli animaletti
(per compagnia, per i bimbi, per tutto quel che ti suscita)

1. Grenouille verte à sac rouge

2. Grenouille en bikini blanc

3. Les poussins si mignons

4. La petite abeille

I pasticcini (per non perdere più il cellulare o le chiavi di casa in fondo alla borsa!)

così
o così

I sassi (come fermacarte, da guardare... ma anche da gettare contro qualcuno).
I sassi vengono venduti e consegnati brevi manu solo nella zona di Milano.


Le chat indécis

I copri-telefonini

mimetic

Insomma, questa donna - LaWood - è un genio.

Macchia, il cane di pezza

Se volete vedere o sapere di più, cliccate qui.



Quando l'impensabile diventa realtà

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No, ma ditemi voi se il sito che sto per presentarvi non è eccezionale.

Vuoi in versione spray il profumo di pagine appena stampate?

Vorresti ritrovare anelli e orologi che la gente smarrisce in spiaggia?

Desideri che il tuo divano si trasformi in biliardo?

È semplice! Vai su Gadgetblog

(Giuro)

sabato 13 giugno 2009

Una delle domande ricorrenti

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È una delle domande che mi pongo di tanto in tanto.
All'improvviso, mi fermo e penso:



Per Chatwin forse era solo una questione geografica.
Per me, è esistenziale.


Però, poi riprendo a fare quel che facevo.
E non cerco nemmeno di rispondere alla domanda.

BORIS VIAN. E a Saint-Cloud le stelle NON stanno a guardare...

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non è la giusta locandina, mais bon.

Oggi e domani, due giorni di concerti nell'appena creato Festival Jazz à Vian.

Sì, sì, quel Boris Vian che i più (o anche i meno) conoscono come scrittore irriverente degli anni Cinquanta. O come l'autore della canzone (e interprete) più volte censurata, Le Déserteur [1] (con molti altri interpreti come Serge Gainsbourg - di cui non ho trovato video -, Renaud - riscritta in parte, bellissima - e prima di loro, a mio avviso il migliore: Serge Reggiani); canzone famosa in Italia col titolo Egregio Presidente. Ma famosa anche negli States: metto qui la versione francese di Joan Baez.


(versione Ivano Fossati)

Ma divago. Dicevo: concerto jazz dedicato a Boris Vian, che da giovane leggevo quasi di nascosto.

Questo ragazzone che muore giovane assistendo alla prima del suo film e che faceva 350.000 cose insieme: scrittore, traduttore (di se stesso, ma questa è una storia divertente che racconterò un'altra volta), trombettista, autore di canzoni (una al giorno a partire da un certo giorno), ingegnere, inventore, quest'uomo - dicevo - è uno che la vita l'ha consumata dalle due parti della candela, come il replicante di Blade Runner.

Eh sì: con Sartre

P.S. Dimenticavo! C'è chi dice che è nato a Parigi. No, era nato a Ville d'Avray, 1 km da Saint-Cloud, da qui, insomma.
___________
[1] Per le canzoni e i loro testi, rimando a questo simpatico sito (clicca qui). Per Vian in generale, qui.

Anche Parigi avrà la sua Cinecittà

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Così titolava ieri il giornalino 20 secondes. Ora stiamo tutti più sereni.

Luc Besson si è stancato di non avere studios abbastanza grandi per girare i suoi film in Francia e di dovere pertanto "espatriare" e spendere il suo budget altrove.

Sicché il regista parigino (di lui, ricorderete Giovanna D'Arco e soprattutto Il Quinto elemento, ma anche Léon e - per chi ha un'età - Le Grand Bleu, 1988), ha comcepito di impiantare nella regione parigina una Cinecittà transalpina degna di Hollywood.

Dove? Nel dipartimento Seine-Saint-Denis (a nord della capitale), dove sta lo Stade de France, per intenderci. Dipartimento tribolato che potrebbe vedere un riscatto sociale (o forse solo economico?) nell'edificazione della futura Cité du Cinéma.
Il luogo da recuperare è un'ex centrale termonucleare. Costo: 160 milioni di euro.
Tra i proprietari, Luc Besson, chiaramente, il quale si impegna a girarvi il primo film (1).

* * *
Domanda mia: ma gli studios di Boulogne-Billancourt?

Quelli in cui furono girati, ad esempio: Le Diable au corps (1947) di Claude Autant-Lara, Les Belles de nuit (1952) di René Clair o anche Le Jour le plus long (1962) di Darryl F. Zanuck...?

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(1) L'articolo che ho parzialmente parafrasato e tradotto è reperibile qui (in v.o.).

giovedì 11 giugno 2009

Firenze 15-23 giugno 2009 Festival internazionale di poesia. Settima edizione

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Biblioteca delle Oblate
(clicca qui per visitare il sito)

Via dell'Oriuolo 26 50122 Firenze
telefono + 39 055 261 6512 fax + 39 055 261 6519
email bibliotecadelleoblate@comune.fi.it


Voci lontane, Voci sorelle

15-23 Giugno 2009
Festival internazionale di poesia
7a edizione / in collaborazione con Laboratorio - Nuova Buonarroti

letture di poesia, incontri con i poeti, presentazioni di libri,
confronti sulla situazione della poesia italiana e internazionale
con la partecipazione di importanti poeti italiani e stranieri.... la
manifestazione si concluderà con una notte bianca dedicata alla poesia!


Colgo l'occasione per fare (e farmi) un po' di pubblicità.

Ci sarò anch'io (non fisicamente), in veste di traduttrice: saranno lette poesie croate di Vesna Parun (la versione italiana è quella da me approntata).

Lettore e propositore delle poesie croate è Pavel Car [1].

La serata poetica in cui verranno lette le poesie di Vesna Parun si terrà il 23 giugno 2009.

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[1] Pavel Car è nato a Zagabria il 18.05.1988. Italo-croato, è laureando in Scienze Economiche presso la Facoltà di Firenze.

Ne approfitto per segnalare questo libro:

Via lattea. Antologia della poesia femminile croata contemporanea, a cura di Marina Gatti Lipovac (testo a fronte in italiano), Trieste, Edizioni Lint, 2004.



mercoledì 10 giugno 2009

Mi dicono che sono maman poule...

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Mi dicono che sono maman poule.
Sarà vero?

[La foto è di Nguyen Duc Hien (Ha Noi)]

Traduttore Translater Traducteur

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Finalmente l'ho messo anch'io.

Dopo averlo trovato nel blog di Bartleboom, nonostante i molteplici errori (traduce parola per parola e spesso non traduce affatto), ritengo sia un mezzo utile per chi si avvicini a un blog italiano senza conoscerne la lingua.

Il traduttore, gentilmente fornito dalla blogger Battito d'ali, ne prevede 18.

Penso che possano bastare.

domenica 7 giugno 2009

Cucina compulsiva

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Fuori dalla mia finestra clodoaldienne


Oggi c'ho il post compulsivo e la cucina compulsiva.

Eh sì, segno che ri-sto a stecchetto col cibo (non a dieta, però).

Rientrata dal seggio, mi son messa in cucina. Volevo fare qualcosa di sfizioso.
Ecco che ne è uscito:

1. Aiguillettes de canard con menta, rucola, cetrioli e lamponi (buonissimissimo il tutto)


2. Funghi al forno con goccia di peperoncino sul prezzemolo


3. Torta sbrisolona con pinoli (ottima, venuta per sbaglio, volevo ri-fare questa. In che cosa abbia sbagliato, non so. Comunque, una volta accortami dell'errore, ho limitato il cacao). Buonissima!



4. Ricotta e gocce di cioccolato su pasta sfoglia (Niente di che: buona la farcia, ma la pasta sfoglia ci azzecca poco).


E stasera quiche che non sarà lorraine, perché ho finito la pancetta affumicata. Utilizzando in sua vece rondelle di salame, sarà una quiche... clodoaldienne (cioè di Saint-Cloud)

Votare per il Parlamento europeo, qui, in Francia

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Io ho scelto di votare per i candidati francesi. Perché? Perché vivo qui e perché conosco meglio (è tutto dire, certo) questi, di candidati, rispetto a quelli - italiani - tra i quali avrei dovuto scegliere recandomi al seggio di Issy-les-Moulineaux (in linea d'aria, quello più vicino a Saint-Cloud).

Dunque, giusto per mettere addentro i lettori italiani, spiego come funziona qui.

Una settimana prima del voto arriva un pacchetto incellophanato (grandezza tipo Reader's digest, per chi ha memoria) destinatomi nominativamente. Non come pubblicità anonima.

Che cosa contiene suddetto plico?
Foglietti pubblicitari coi programmi (con le promesse) dei partiti + nomi dei candidati.

Andando in direzione del mio seggio

Me li son letti tutti, poi stamattina sono andata al mio seggio. Ho preso il foglietto del partito che intendevo votare, nella pseudocabina blu ho dato la mia preferenza, firmato la mia presenza nel registro e fatto scivolare la bustina beige contenente il mio voto.

Eccolo

Mi è stato chiesto se volevo assistere stasera alle otto allo sfoglio (no, grazie, ho già dato).

Alle nove di stasera avrei visto di essere stata l'unica a dare il voto a quel partito lì (ma sì, lo dico quale), a Saint-Cloud.

P.S. E invece pare che siamo stati ben 24 a votarla, quella lista! Cfr. qui risultati finali Saint-Cloud. Nonostante sia uno dei cittadini più autorevoli, M. Le Pen non ha vinto (ma poco ci manca): la sua lista riporta il 3,84 %. Lui ha formalmente protestato contro la diffusione di un documentario, Home, su France2, a suo dire a suo nocumento. La figlia Marine è riconfermata parlamentare europea con ben oltre il 10% nel Sud-Ovest.

Un aficionado mi ha abbandonato...

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Da 11 che seguivano il mio blog sono scesi a 10.
Perché, sorte avversa, dimmi: perché?

Mi vien da cantare sommessamente Brel...

(dal sito www.blogmamma.it)

sabato 6 giugno 2009

D-Day: 6 giugno 1944. Sbarco in Normandia. Per non dimenticare

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Oggi Caen riceve Obama.
Oggi si ricorda lo sbarco di Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944.
Oggi è la commemorazione del D-Day.



Quando si pensa alla Normandia, vien fatto di pensare alle spiaggie balneari, alle scogliere di Etretat, alle mucche coi campi di meli, al formaggio buono, ai pittori impressionisti normanni come lo era Monet.

Ma, se andate in Normandia, non passeranno inosservati ai vostri occhi i cimiteri tedeschi e americani. Ce ne sono tanti perché tanti sono i morti.
Metto qui il mio contributo.

Non sono filoamericana, ma non riesco a non pensare a tutti quei ragazzi, molti con famiglia, che lasciarono qui le loro speranze di vita futura.

Metto qui (e qui la versione italiana) l'eccezionale prova di Tom Hanks, alias il capt. Miller, in Salvate il soldato Ryan [minuti: 7'04-7'11]:



Mèritalo, James (James, earn this. Earn it).


Quando penso a queste parole, quando vedo questo filmato, quando rivedo quelli veri, mi sento indegna.

Metto qui le foto del cimitero americano di Bayeux (non lontano da Caen).
Tanto, son tutti tristemente uguali.

photo by Js
(La foto è volutamente sfocata)



Che io dovessi andare a vedere Eric Cantona al cinema...

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Ken Loach e Eric Cantona
durante le riprese del film
Looking for Eric

... mai e poi mai l'avrei creduto.
Ancora una settimana fa, sorbendomi il trailer, pensavo: Tutto loro, ah no, io proprio non me lo vado a vedere.

Ma si sa com'è pieghevole la natura umana.
Come una sdraio.
Complice il fatto che Ken Loach non mi ha mai delusa (è uno dei miei registi preferiti) e che sì, insomma... a Caen o vedevo questo o vedevo robaccia tipo Quelque chose à te dire... avevo anche la riduzione... vabbè, sono andata a vedere questo benedetto Looking for Eric.

Per chi fosse poco avvezzo alle cronache footballistiche, Eric Cantona si può narrativamente riassumere qui (il pezzo è lunghissimo, ma anche illuminante).

L'Eric del Lookin for è quello a sinistra,
interpretato da Steve Evets (bravissimo)


Il film è carino, Canto(na) ha un ruolo strategico (d'altronde il soggetto è suo - per quanto ampiamente rimaneggiato dallo sceneggiatore di Ken Loach). L'Inghilterra che il regista britannico ci mostra è sempre una terra sconosciuta ai più.
No, la storia non la racconto.

Canto, soprannominato King Eric
(ci crede oh come ci crede)


E comunque: Quand les mouettes suivent un chalutier c'est qu'elles pensent qu'on va leur jeter des sardines (frase storica del filosofo calciatore).

Ispirata dal film, non appena rientrata a casa, ho rimesso le scarpe da ginnastica, un paio di
fuseaux e sono uscita di casa per fare un po' di corsetta.
10 minuti dopo ero morta.

Una ventata di soffice ironia: Fabio Concato con la sua Oh bella Bionda

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Perché ogni tanto ci vuole.
E poi è il mio modo di ribadire il buon compleanno al caro Fabio... avvenuto il 31 maggio.

(E poi ho anche imparato che esiste una parola come "invornito")

Uffa quelli che scrivono sopra i video...


venerdì 5 giugno 2009

In fondo a un quadro: carramba che sorpresa!

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Ci sono oggetti che acquisto ogni anno, una volta all'anno (in genere perché li perdo o li rompo). Uno di questi è la lente di ingrandimento.

Con la lente di ingradimento faccio una delle cose che amo di più: guardare nei dettagli un quadro riprodotto su libro.

Quando vado in un museo non posso vedere bene, per una serie di motivi: 1. il quadro è posto troppo in alto; 2. ha le luci che falsano la visione; 3. non mi posso avvicinare più di tanto altrimenti tutto suona; 4. non ho gli occhiali giusti con me.



Librairie du Calvados, Caen, rue Saint-Pierre by JS
(cliccaci sopra)

Invece, sul libro - quello bello bello - posso farlo. Ieri, poi, entrando in una libreria di Caen (quella della foto qui sopra), ne ho trovato uno che parla proprio di questo, cioè degli sfondi dei dipinti. Perché ci trovi tutto un mondo dentro, sai? Che poi è un mondo "altro", un mondo ignorato dall'altra parte (la zona centrale del quadro) che ignora (ma solo perché non lo conosce, perché è troppo lontano; non per snobismo) a sua volta.

Il libro in questione si legge in un attimo: Au fond de la peinture di Martine Lacas, la quale mi ha fatto scoprire per esempio Joachim Patinir (pittore interessantissimo per gli sfondi) e il suo San Gerolamo nel deserto:


Joachim Patinir, San Gerolamo nel deserto (1515-1520), Louvre

Sfido chiunque a individuare il soggetto in fondo, in alto a destra, senza lente di ingrandimento.

C'è tutta una storia che Patinir racconta.
Quella del santo in primo piano in basso a destra - in confronto - è ben poca cosa.

_______________

(Vabbè, se cliccate sul quadro, qualcosa si intravvede)


lunedì 1 giugno 2009

Per chi non riusciva a vederlo su facebook

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Pandemonium. L'ultimo movie di mio figlio, il tarantiniano.
Autore di regia, sceneggiatura, montaggio.
Ultima voce al telefono (qua e là, in lontananza, si vede anche come personaggio - vittima e aggressore).