Lo vedi qui sopra: è il mercato. Oddio, non che ci sia un unico mercato all'aperto, a Zagabria. Basta spostarsi di neanche 100 metri e trovi quello di Britanski Trg, per esempio.
Ma il Dolac è il Dolac. Non devi nemmeno aggiungere la parola mercato (tržnica).
- Kamo ideš ? (= Dove vai?)
- U Dolac. (= Al Dolac)
Dolac si legge Dòlaz (con la zeta dura, come nella parola: attenzione) e insomma, io stavo bene, quando andavo a far la spesa lì.
Mi piaceva parlare coi contadini - più spesso contadine - dello Zagorje, dire i numeri come li dicono loro (si mangiano le vocali, in una lingua di già così parca), cercare le verdure dell'orto, comprare un chilo di scampi, portarmi a casa i peperoncini piccanti.
E poi fermarmi dal panettiere, sulla piazzetta (da dove ho scattato la foto) che mi vendeva il burek sa mesom (cfr. ricetta sul blog in fondo a questo post). E poi preparare štrudla, lo strudel di mele, con miele, noci, marmellata, pinoli e tanta tanta cannella. Peccato non aver mai imparato a fare l'orehnjča (dolce con le noci).
Com'erano buoni i ćevapčići con pane tondo e cipolle nel ristorantino del Dolac.
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Cliccare qui sotto per la ricetta,prelevata dal blog di lilium (qui a destra nell'elenco blog preferiti):
ricetta burek con carne
Com'erano buoni i ćevapčići con pane tondo e cipolle nel ristorantino del Dolac.
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ricetta burek con carne
