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venerdì 26 settembre 2008

Forse è giunto il tempo

8 commenti












Forse è tempo che mi smarrisca.
Che vada indietro in quell'epoca in cui non voglio tornare, che mi decida ad entrare dentro di me, senza intellettualismi di sorta.

Forse è tempo che torni ad avere sei anni e mezzo, quando i miei capelli erano tagliati cortissimi da una mamma che combatteva tutti i giorni per districarmeli e non ce la faceva più a sentirmi piangere per il dolore che mi procuravano i nodi.

Tempo di andare in un luogo in cui mi sentivo infinitamente sola; tanto, troppo sola, nonostante i miei fratellini.

Di andare a recuperare quella bimba che piangeva dentro di sé e non faceva veder nulla all'infuori. E darle la mano. E accompagnarla perché non si senta troppo sola.

Debbo tornare a quel 1° agosto 1964, dentro a un pullman che mi portava via dalla mia famiglia. Ed era la prima volta. Basta che per un attimo mi lasci andare e di nuovo, immediatamente, sento in bocca quel gusto orribile dell'orzo che da allora non ho più voluto bere.

Chissà se ci riuscirò.
È da tanto che non sono più in contatto con me stessa, con quella bimba lì, troppo fragile, troppo buona, troppo brava e con una gran paura addosso di disturbare anche chi l'amava.