venerdì 22 gennaio 2010

Io e l'Olanda (tutte le foto sono mie)

2 commenti
A M S T E R D A M


Sono indietro da un bel po', eppure ho fatto 2 viaggi interessanti, ultimamente. Il primo ad Amsterdam e l'altro a Milano.

Complici le foto che ho scattate, voglio dire la mia su Amsterdam, dunque.
Viaggio: ho preso il THALYS, treno ultraveloce che in 4 ore ti porta da Paris Nord alla città neerlandese.
Intanto, non è vero. Impiega più di 4 ore: si ferma ogni due per tre. E' un treno scomodissimo (posti strettissimi), e piuttosto scassatello. Senza contare che - a differenza dei semplici treni normanni - non si aveva neppure la possibilità della presa elettrica in 2a classe!

E si arriva ad Amsterdam. Non ho miti di sorta, non mi interessano i coffee shop, ho problemi a visitare Paesi la cui lingua non padroneggio (insomma, quasi tutti). Per fortuna, con me c'è il figlio, perfetto anglofono.

Tram carissimi, non si capisce perché si debba piegare il biglietto e obliterare due percorsi quando non esistono obliterazioni per un solo percorso.
Il biglietto cumulativo si chiama Strippenkaarte (clicca qui) che si compra all'Ufficio del turismo, non appena si scende alla stazione centrale, al binario 2. Là ho anche comprato i biglietti per i 2 maggiori musei: quello di Van Gogh e il Rijksmuseum (all'uopo avevo preso albergo tra i due).

Tutte le toilettes pubbliche sono a pagamento (anche quelli dei Mc Donald, anche se hai pranzato da loro), costo: 30-50 cts.
Gli uomini hanno a disposizione degli strani vespasiani (e io che avevo gioito quand'erano scomparsi in Italia!)

Dei due musei, il Rijksmuseum mi ha delusa; m'aspettavo di più e di meglio. Dal museo di Van Gogh non mi attendevo nulla. Anzi, quasi non volevo andare. A forza di vedere le opere del pittore di Zundert persino sulle tavolette del wc, ritenevo che mi sarei annoiata. Sbagliando.

In genere, nel passato, mi è capitato quasi sempre di scoprire che il quadro originale era meno bello di quello riprodotto nelle pagine patinate di un libro d'arte. E' successo il contrario. E poi bellissimo leggere le lettere (stralci di lettere) che inviava al fratello, quasi da subito in francese, scritte con una grafia sicura, senza tentennamenti, ordinata.

E disegna, scrive, descrive i quadri che dipingerà, conscio di quel che vuole fare, dire, comunicare. Allora ho scoperto che mentre cercava la sua strada, cambiando stile dieci volte nel giro di due anni, imitando or questo or quello, lui non se n'era accorto, ma il suo stile lo aveva già trovato...
Sopra a tutti, ho amato quel suo uso premeditato dei colori e particolarmente questo dipinto: Le Semeur (la cui riproduzione qui è una ben triste e pallida idea).

Non ho amato le vie commerciali di Amsterdam, né i luoghi più o meno "in", ove mangiare: gli ho preferito la tavola calda di un supermercato stile ex-Cecoslovacchia, l'HEMA.


E di tutti i quartieri che ho visitato (è piccola la città), ho amato quello che si trova a nord-ovest, non troppo battuto dai turisti. Discreto angolo in cui esistono i negozi veri: il macellaio, il ciabattino, l'uomo che ripara le gomme delle bici, la sarta. I negozi sono semplici, le vie sgombre.


E i negozi dei giocattoli, le case (si intravvedono stanze disordinatissime) sull'acqua, le cassette della posta, l'acqua che non smette mai di scendere, il buio presto, la luce pomeridiana di mattina.. La gente di cui non ricordo i volti.

sabato 16 gennaio 2010

Flora de Bach: parodia della poet(ess)a

2 commenti
Le poesie sono stupende. Soprattutto l'ultima.

giovedì 14 gennaio 2010

Finalmente pubblicata la traduzione della seconda novella di Volkovitch

2 commenti

Mieux vaut tard que jamais...

Tradotta nove anni fa, proposta da quattro anni a questa parte qua e là, accettata e poi perduta dalle riviste in questione, finalmente la Manni Editori (sia lode) ha pubblicato la mia traduzione di una novella francese, Miniprix centre du monde, nella rivista l'immaginazione.

Sarà contento il suo autore, Michel Volkovitch, che smetterà di prendermi (in cuor suo) per una millantatrice...

________
*Miniprix centro del mondo di M. Volkovitch (l'immaginazione, n. 251, dicembre 2009, Manni editori). Traduzione dal francese e Nota di Jacqueline Spaccini.

mercoledì 16 dicembre 2009

Buon Natale a tutti voi

5 commenti




Con immenso affetto vi auguro amici miei di passare buone feste natalizie.
Stacco pc e internet per le vacanze.
Jacqueline

venerdì 11 dicembre 2009

L'eccesso mi salverà

5 commenti

Ci sono e non ci sono.
Scrivo tanto e non solo stupidaggini (o forse sì, chi lo sa).
Un momento di grande fermento in questo momento, nella mia vita.
Di svolte professionali che - se ci saranno - si vedranno tra un anno. E non sono nemmeno certa di volerlo.

Mi accontento di poco.
Mi accontento di fare sempre e solo ciò che voglio.

E soprattutto voglio amare ed essere amata.
A parte un poco di salute, le persone, l'amore, la grinta, passione e sorrisi; andare incontro alla vita di tutti i giorni. Questo è quel che conta.

Il resto ha ben poca importanza.
______________________



sabato 28 novembre 2009

Sono arrabbiata

6 commenti
(ingresso all'edificio del dipartimento di studi italiani a Caen)

Detesto la superficialità. Detesto l'approssimazione. Il non-rispetto per il lavoro altrui. Il non-rispetto per sé.
Penso che sarebbe meglio andare a scuola da pensionati, invece che da ragazzini.

Se rinasco faccio la prof per quelli della terza età: dà maggiore soddisfazione (Marellì, tu che dici?).

O forse non faccio proprio la prof.

Ma ti pare che quando assegno compiti "per casa" ho la gente che mi guarda di traverso?
All'università?!?


domenica 22 novembre 2009

Ricetta pain brioché au Comté (pan brioche al formaggio)

0 commenti
pain brioché au Comté

Questa settimana ho fatto due volte il pane.
Sempre pane brioché, cioè morbidissimo al suo interno.

La prima volta al latte,


pain brioché al latte


la seconda al formaggio Comté e all'olio.

Peccato che la seconda ricetta fosse menzognera.

Ve la do così come l'ho letta io e poi vi dico che cosa ho fatto.

Ingredienti:

1 panetto di lievito fresco (15-20 g). Io non l'avevo ho usato una bustina di chimico per il pane.
10 cl di olio extra vergine di oliva (la ricetta dice semplicemente: di oliva)
20 cl di latte tiepido
300 g di farina bianca senza grumi (o setacciata)
2 uova intere
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale (mi sono sbagliata e ho messo un cucchiaio)
60 g di formaggio Comté (ma penso che in Italia vada benissimo il provolone piccante oppure dolce aut similia)
1 stampo da plum-cake standard

AVVERTENZA: io faccio tutto a mano.

La preparazione prevede che si metta subito il lievito sciolto nel latte insieme con l'olio nella farina, più sale, più zucchero, più, dopo aver un poco mescolato gli ingredienti, le due uova.

Nel momento in cui olio e latte vanno a finire sulla farina (i 300 g), subito ci si avvede che non è possibile, che la pasta non si forma ed è tutto un appicicchiaticcio. Quindi ho prontamente integrato altra farina bianca, piano piano, provando di 50 g in 50 g.
Alla fine mi sono accorta di aver messo in totale 600 g di farina, rispetto ai 300 inizialmente previsti. Dunque, la prossima volta, lascerò i 300 g, ma diminuirò in maniera drastica il latte e l'olio.

A ogni buon conto, dopo aver impastato per circa 8 minuti, ho messo la pasta a forma di palla a riposare in una insalatiera ben oliata, con un canovaccio asciutto sopra e riposto il tutto in luogo caldo (per me il termosifone acceso) a lievitare per 45 minuti.

Al termine dei quali, ho incorporato i 60 g di Comté tagliati a dadi alla pasta dopo averla divisa in 4 pallette di uguale grandezza.

Ho oliato lo stampo, messo le 4 pallette una accanto all'altra, e messo per un'ora di nuovo la pasta al caldo nello stampo e sempre coperta da un canovaccio asciutto.

Dopo 40', ho acceso il forno a 240° (th 8).

Trascorsa l'ora, ho abbassato la temperatura del forno a 210°, messo un recipiente con un po' d'acqua sulla base del forno (serve per la crosta) e infornato lo stampo con la pasta ben lievitata dentro. La ricetta prevedeva 40' di cottura, ma credo che 30' bastino. Oliate bene lo stampo, perché - come si vede dalla foto - il pane deborda un poco.

Ecco il risultato finale esterno (l'interno lo vedete nella primissima foto):

:

Pasolini: il popolo italiano (1975)

1 commenti
Detto, scritto, poco tempo prima di morire.



lunedì 16 novembre 2009

Reintegro verifica parole

2 commenti

Sono molto ingenua.
Credevo che ci fosse un commentatore anonimo sì, ma in carne ed ossa.
Invece è solo spamming.
Scusate, immetto nuovamente la verifica delle parole e abolisco l'anonimato (può commentare chi ha un blog oppure chi mette un indirizzo e-mail - invisibile ai lettori).

domenica 8 novembre 2009

Ricetta Quiche con melanzane (mia creazione)

3 commenti
Dovendo dare un nome alla quiche che ho inventato e che è a base di melanzane, la "battezzerò" QUICHE CLODOALDIENNE, cioè di Saint-Cloud, dove abito io.

cliccando sulle foto, potete ingrandirle

Ingredienti:
  • 1 rotolo di pasta brisée 100% pur beurre (burro)
  • 2 melanzane (come da foto)
  • 2 uova intere + 2 tuorli (fondamentale!)
  • 2 noci
  • noce moscata
  • 100 g di crème fraiche épaisse (panna da cucina francese, per gli italiani: basta ispessire nel frigo la panna da cucina)
  • 100 g di gruyère rapée (se non avete groviera grattugiata, usate il parmigiano grattugiato in minore quantità)
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
FASE 1



Dopo aver acceso il forno a 210°C, preparare le melanzane. Tagliarle a tocchetti, e adagiatele su una padella oliata già riscaldata. Aggiungere sale, prezzemolo triturato, aglio. Di tanto in tanto, un po' d'acqua per non far attaccare le melanzane alla padella. Quando le vedete abbastanza asciutte e quasi completamente cotte, spengete. Fate raffreddare per almeno 10 minuti.

FASE 2



Disponete le melanzane cotte sulla pasta brisée che avrete srotolato, bucherellato con i rebbi di una forchetta e disposto in uno stampo (max 23-24 cm).

FASE 3



In una terrina, sbattete le 2 uova + i 2 tuorli, salate un poco, grattugiatevi sopra della noce moscata. Lentamente, aggiungete la panna e mescolate delicatamente dal basso verso l'alto, affinché prenda consistenza.

Versate il tutto sulle melanzane, livellate e aggiungete la groviera grattugiata sopra (e le noci!). Girate la pasta eccedente in modo da formare dei bordi e "disegnateli" con i rebbi di una forchetta (vedi foto qui sopra).

FASE 4


la quiche di Jacqueline

Mettete in forno già caldo, a metà altezza, e fate cuocere per 30 minuti a 210°, poi altri 15 minuti a 180°. E comunque controllate e fidatevi dei vostri occhi e del vostro naso (profumo nell'aria).
Ecco qua, tutto è pronto. Ma fatela raffreddare un poco, è meglio: i sapori saranno esaltati e non vi brucerete il palato! Se poi si prepara il pomeriggio per la sera, è una delizia.
Buon appetito.

N.B. La ricetta si può copiare, ma non spacciarla per propria.

©2009 Jacqueline Spaccini

venerdì 6 novembre 2009

Invito rivolto ad anonimo lettore

0 commenti

Caro anonimo

che da qualche giorno commenti i miei post, potresti lasciare una firma, un nick, un nome (anche di fantasia)?

Grazie!

===========

Cher Anonyme,

serait-il possible d'accompagner tes commentaires d'une signature ou d'un nom de plume ?
Merci beaucoup !

============
Dear Anonymous,

please, you can sign your commentaries by your nickname or your name ?
Thanks !

domenica 1 novembre 2009

Torta di mele ricetta con foto

9 commenti
Grazie alle molte mele dell'albero dei miei amici di Saint-Loup-de-Naud, oggi ho preparato una torta di mele. Non una crostata, bensì una torta: qualcuno ha detto "alla Nonna Papera." Pressappoco.

La ricetta mi è stata data una decina di anni fa, da una collega, Giovanna B., che ringrazio ancora per la precisione (c'è gente che dà ricette sbagliate o incomplete, sapete?).


N.B. cliccando sulle foto, si ingrandisce l'immagine

Ecco gli ingredienti:

  • 1 kg di mele
  • 3 uova
  • 300 g zucchero + lo zucchero per le mele (una bella spolverata)
  • 300 g farina (oppure 200 g farina + 100 g fecola di patate)
  • 150 g burro (da far fondere a bagno maria)
  • limone
  • cannella
  • latte q.b. per ammorbidire
  • lievito
  • 1 teglia (imburrata e infarinata) a bordi alti - meglio se di 24 cm di diametro (io l'ho di 22 cm)


1) Per prima cosa, imburro la mia teglia di 22 cm (ma è meglio di 24 cm) e aggiungo un po' di farina per non far attaccare l'impasto.

2) Accendo il forno elettrico a 150°C.

3) Sbuccio le mele, le taglio a dadini, le irroro di limone e di zucchero e aggiungo un po' di polvere di cannella (se non vi piace, fatene a meno).

4) A questo punto, premesso che io uso lo sbattitore elettrico, in un'ampia terrina batto le uova con lo zucchero, poi vi aggiungo il burro fuso (a bagnomaria) e - continuando a battere col frullino elettrico - aggiungo la farina (io propendo per farina + fecola, viene tutto più soffice).

5) Aggiungo il lievito (Attenzione! Una bustina intera se la teglia è di 24 cm; 2/3 di bustina se di 22 cm) e finisco di sbattere il composto al quale NON ho ancora aggiunto le mele.

6) Verso una parte del composto ottenuto, sulla base della teglia, per un'altezza di 1/2 cm.

7) Aggiungo tutte le mele al composto nella terrina e mescolo per bene. Poi verso tutto nella teglia e livello perché non vi siano "dislivelli". Aggiungo un po' di zucchero e fiocchetti di burro sulla superficie dell'impasto (faranno una bella crosticina).

8) Metto in forno, a metà altezza, a 150°C per 45 mn, trascorsi i quali, alzo il volume a 180°C per altri 15 mn. Prima di sfornare, faccio sempre la "prova stuzzicadenti". Se non è cotto, prolungo di 5-10 mn.

Servire tiepido. (Peccato non si senta il profumo)

altezza torta

interno torta

giovedì 29 ottobre 2009

Passeggiata al parco di Saint-Cloud (tra Parigi e Versailles)

2 commenti
Oggi vi porto a spasso per il parco di Saint-Cloud.

In questa passeggiata, durata 2h45' fatta in compagnia di Mustang (perché il figlio girava un film in casa e uno dei suoi attori è allergico ai cani), ho incontrato: orti concessi in affitto per 130 euro annui, una fattoria con animali, tanti funghi velenosi e non.

Persino funghi strani, provenienti dal vicino campo da tennis (incredibile almeno 20 palle da tennis targate Roland Garros! Tutte che oltrepassano il "muro" del campo e finiscono in un determinato punto del parco. Sì, ne ho prese 5. Per farci che, non so: nessuno gioca a tennis, in casa mia).

Poi una fragola. E tanti tanti alberi, tante tante castagne, ed erba bagnata, e profumi di un tempo.

E... e... il ginocchio sinistro che fa male, il gabinetto che urge, la fame che prende.


mercoledì 28 ottobre 2009

Il partigiano Johnny

4 commenti
Parlar di quel che non si conosce.

Non sono una persona seria: butto giù un post su un film che mi porto appresso sul treno da due giorni e che debbo terminare di vedere (ma quant'è lungo?) tratto da un libro che non ho mai letto (eppure debbo averlo da qualche parte). Perché?
Perché mi ha colpito.

Se nessuno ha mai insegnato a Stefano Dionisi la recitazione (purtroppo, ma recita malissimo anche Claudio Amendola nel ruolo di Nord), il suo Johnny tuttavia è credibile (insomma ha il physique du rôle) e il paesaggio piemontese attorno ad Alba è suggestivo.

Poco spazio alla parte inglese (in fondo, anche in questo era un romanzo sperimentale, no?); d'altronde Fenoglio non era riuscito a pubblicarlo, 'sto romanzo e chissà se gli sarebbe piaciuto il titolo datogli da altri. Proiezione autobiografica di Fenoglio, si disse, si dice e si dirà.

E ora vado a vedere come finisce. Poi, giuro, prendo il libro e lo leggo tutto.


Watch il partigiano johnny in Drama View More Free Videos Online at Veoh.com

lunedì 26 ottobre 2009

Dieci cose di me

6 commenti

Meme pervenutomi da Valverde tramite il suo bellissimo blog Cronache dal pollaio.

Dire 10 cose inedite di me e passare poi il flambeau, la fiaccola ad altri dieci blogger. La vanità verrà assecondata, lo strazio di imporre a dieci persone il meme, no. Chi vuole, si accomodi e faccia suo il meme (non staremo a contare). Una manciata di nomi: Clode, Marina, Sandra, Bart, Marella, Stella, Elena, Anna Paola, Annarita, Enzo, Lina...

* * *

Domanda perplessa: c'è davvero qualcosa di me - inedito - che si può trasmettere (cioè che intendo trasmettere) e che non ho già detto?

Vabbè. Proviamo lo stesso.


1. Mi considero una persona noiosa e poco profonda.

2. Il mio uomo ideale si rifà a Phantom (L'Uomo mascherato), ma l'ho scoperto solo a 50 anni.

3. Sono meno severa di quanto sembri.

4. Non credo che sarò mai una scrittrice, né credo di avere il sacro fuoco dell'arte. Credo di saper scrivere abbastanza bene saggi e articoli.

5. Sono una tipica mamma lupa che ama suo figlio più di ogni altra cosa al mondo.

6. Se mi guardo nello specchio, non mi riconosco.

7. Avrei voluto che la mamma fosse più affettuosa con me (lo so che mi vuole bene). Sicché son venuta su che detesto coccole aut similia.

8. Mi piace il mio coraggio, il non demordere mai, il non aver paura (o meglio di andare avanti anche quando ho paura).

9. Mi piacerebbe pensare che la mia qualità migliore sia la bontà (pia illusione, lo so).

10. Avrei voluto essere (più) raffinata, di quelle donne eteree, che sembrano camminare a pochi centimetri da terra, senza peso (e invece quando cammino sembro un soldato a una parata militare, o meglio l'Arlésienne - così, insomma)


lunedì 19 ottobre 2009

Tra Saint-Cloud e Paris Aller-Retour

4 commenti
L'ultimo dei miei video fatti con le foto.

domenica 18 ottobre 2009

Dacci oggi il nostro pain quotidien

3 commenti
Eccomi, sto per entrare, faccio giusto una foto veloce,
veloce byJS



tavolata comune


Ora, non è che io vada pazza per il biologico, il naturale, lo chic e cose del genere.
In materia di cibo sono piuttosto rozza e vado al sodo.
Ma venerdì scorso avevo una pausa tra una conferenza e l'altra e l'Istituto Italiano di Cultura parigino si trova nel borghesissimo-chic-issimo e con puzza-al-nasissimo settimo arrondissement.
Sedermi a prendere un caffè, sì, vabbè, ma avevo fame.
Sicché ho vinto la mia ritrosia e ho attraversato la strada (restando nell'italianissima - Ambasciata e IIC - rue de Varenne) e sono andata a pranzo da Le Pain quotidien.

vende anche il pane, separatamente dal ristorante

Non ho optato per la tavolata comune, lunghissima e conviviale perché ero sola sola e quanto ci si sente più soli se gli altri sono in allegra compagnia! Sicché, dicevo, ho pranzato là.
Olio extra vergine di oliva biologico (ma vi sono abituata, con mio padre che compra le olive in Sabina e poi va lui stesso al frantoio a farle macinare per avere solo la prima spremitura... non è che la cosa mi impressioni molto), sale solo di Guérande (capirai, lo compro regolarmente), aceto balsamico di Modena (vedi sopra)... fin lì, niente di eccezionale.

Non ho neanche ordinato quel che volevo (sto a dieta - inutilmente, ma sto a dieta).
Dunque, bof, bof, bof.
E poi ecco, d'un tratto, la magia: tutta nel pane.
Il menu minimo è di 10euroe50? Ok, ma voglio pagarlo tutto in pane.
Una cosa sublime.

A dire il vero, mi vengono in mente solo paragoni boccacceschi, ma d'altronde le conferenze erano tutte sul Decameron di Boccaccio...

(se andate, fatemi sapere)

lunedì 12 ottobre 2009

Tu di qua, voialtri di là (in stile facebook)

2 commenti


Jacqueline è stanca di dividere il mondo in buoni e cattivi, giusti e ingiusti, in happy few e unhappy lot, in tu di sinistra e tu di destra, comunista e fascista, apriorismi e priorità.

Jacqueline prende in considerazione soltanto le persone. Parla con tutti, da tutti si attende qualcosa di buono, di costruttivo, e anche un poco di male, che è dolore, che è ferita.

Allontana da sé solo i violenti e i disonesti (a destra e a manca, di destra e di manca).


E vi lascia, prima di partire per Caen, in visione e ascolto una favola letta da Vittorio De Sica:






giovedì 8 ottobre 2009

Mo' basta!

2 commenti

domenica 4 ottobre 2009

Spaghetti con gallinella di mare

0 commenti
Spaghetti con gallinella di mare
(alla mia maniera)



Ingredienti: Olio E.V.O., sale, peperoncino (io uso chili), aglio (io uso quello semolato), pomodori pelati (se è stagione, pomodoretti freschi), vino bianco, prezzemolo, e naturalmente la gallinella di mare (cfr. foto qui sotto), spaghetti.



Per tre persone, la quantità di gallinella o coccio (in Francia, grondin) è questa.



Preparazione: In una capiente padella [ma anche un(o) wok cinese], mettere il pesce (con anche la testa) ben pulito e tagliato, eviscerato e lavato, con un poco di olio extravergine di oliva e aglio. Aggiungere sale, prezzemolo e vino. Far cuocere. Quando è quasi cotto, ritirare il pesce, spellarlo e spinarlo. Rimettere i filetti(ni) ottenuti nella padella (temperatura molto bassa).



Aggiungere i pomodori e il peperoncino. Intanto avrete messo l'acqua della pasta a bollire.



Un poco prima che gli spaghetti siano pronti, metterli in padella. Mescolare con cura e servire a tavola.

Preparazione
Buon appetito!

La Ronda parigina del 3 ottobre 2009

0 commenti

Tourner en rond, c’est ce que les journalistes du “Bel Paese ” sont obligés de faire [...]- Comme nos confrères italiens et étrangers, nous sommes tous des “crapules”! (da http://paris.feeder.ww7.be/spip.php?site66)

Ieri pomeriggio, dalle 14h alle 18h, si è svolta una manifestazione a Parigi, parallela a quella romana, a favore della libertà di stampa.



Si è optato per una Ronda davanti alla Mairie du XIIIe place d'Italie.

Qui di seguito l'appello lanciato dalla rivista FOCUS IN. Le foto sono mie.

Focus In risponde all’appello per la libertà di stampa lanciato da
tre giuristi italiani (tra cui Stefano Rodotà) su Repubblica.it, che
ha già raccolto più di 420.000 firme, tra cui, in Francia,
Christophe Barbier (Express), Jean Daniel, Eric Fottorino (Le Monde),
Laurent Joffrin (Libération), Edwy Plenel (Mediapart), Denis
Olivennes (Nouvel Observateur)…



Contro gli attacchi alla stampa, la Federazione Nazionale Stampa
Italiana (FNSI) ha indetto una manifestazione che si terrà a Roma il
3 ottobre.

Dopo le testate come La Repubblica e l’Unità, cui chiede milioni di
euro solo perché hanno posto delle domande “sconvenienti”, anche i
giornali stranieri si trovano nel mirino del Presidente del Consiglio.



I giornalisti? “Tutti farabutti” ha detto Silvio
Berlusconi, tutti “catto-comunisti” uniti nel complotto contro la
sua persona.

Il 15 settembre ha deprogrammato la prima puntata di Ballarò, talk
show politico di grande qualità, per sostituirlo con lo show
presidenziale della consegna delle prime case in Abruzzo, uno
speciale “Porta a Porta” condotto dal suo agiografo, Bruno Vespa.
Così, senza consultare il conduttore di Ballarò, né la direzione di
Rai3.

Mentre in Italia le “ronde cittadine” si dedicano alla caccia allo
straniero in nome della sicurezza, noi gireremo per difendere la
sicurezza di informare e di essere informati. Girare in tondo,
attorno ai desiderata del Premier: questo sono condannati a fare i
giornalisti italiani. Anche noi, come loro, siamo “tutti farabutti”.



Perché la libertà d’espressione e l’informazione sono le
fondamenta della democrazia, Focus In chiede a tutti i democratici di
sostenere la stampa italiana partecipando a una ronda: davanti alla
Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie, sabato 3 ottobre,
dalle 14h alle 18h.
L’iniziativa è sostenuta dal sindaco del 13° arrondissement di
Parigi, Jérôme Coumet, e dal Partito Democratico di Parigi.

Focus In
33, rue P.V. Couturier - Hall 11
92240 Malakoff
Tél. 00 33 6 63 95 11 60
www.focus-in.info

P.S. Insomma questi farabutti italiani, in Francia sono crapules, vauriens ou voyous (e chi più ne ha, più ne metta).


sabato 3 ottobre 2009

MUSTANG, il nostro beagle

3 commenti


Senza parole